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Via di S. Eustachio

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Tra la Piazza dei Caprettari e via del Teatro Valle, vicino al Pantheon, sorge una piccola piazza, da cui prende il nome la via. Strano destino quello di questa strada: è sufficientemente corta e larga da sembrare una piccola piazza, che alcuni chiamano piazzetta esoterica. Qualcuno sostiene che qui, nel lontano passato, abbia risieduto un alchimista o negromante, forse lo stesso Francesco Giustiniano Bono che conobbe il costruttore della Porta Alchemica in Piazza Vittorio, o forse il ben più famoso Giuseppe Balsamo, meglio noto come Cagliostro, che in qualche modo qui ha lasciato un segno della sua presenza. E in effetti non si può negare che la piazzetta possa provocare strane sensazioni: a due passi dal Pantheon, è decisamente più silenziosa e tranquilla di tutti i dintorni. Sarà poi un caso, ma tra i pochi negozi della piazza ci sono una libreria esoterica, un negozio che lavora cristalli e pietre e un’enoteca che si chiama Spiriti. Bellissimo uno dei palazzi sul lato occidentale, ricoperto d’estate da una pianta di vite. Inoltre, ai lati dell’ingresso della Chiesa omonima, sono state innalzate due colonne in granito che vennero rinvenute nel 1934 durante alcuni lavori che si svolsero nella piazza di San Luigi dei Francesi. Le colonne provengono, assai probabilmente, dalle terme di Nerone, e costituiscono gli unici reperti giunti fino a noi dell’antichissimo complesso termale.
Proprio qui sorge un’antica torrefazione a legna nata nel 1938 dove ancora oggi si può gustare il caffè più buono di Roma. I mosaici della pavimentazione e gli arredi sono tuttora quelli originali e rievocano l’apparizione e la conversione del pagano Eustachio al cristianesimo.

Emanuela Maisto