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Viale del Muro Torto

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Il medievale “Murus Ruptus” è un antico muro di Roma, che dà il nome al viale del Muro Torto, alle spalle del Pincio e al confine con Villa Borghese. Si tratta di un resto databile alla fine dell’età repubblicana che sosteneva il pendio sul lato dove insistevano le ville gentilizie. Oggi sul sito si trovano il parco del Pincio e villa Medici. Il muro venne poi inglobato nelle mura Aureliane. È difficile al giorno d’oggi, con il traffico angoscioso che tutti conosciamo, immaginare il Muro Torto come era fino a solo duecento anni fa, limite fra la città e la campagna. Nel 536 d.C. quel tratto di mura minacciava da anni di franare, ma nessuno, pur essendo la città assediata dai Goti, lo riparava in quanto era comune convinzione che fosse sotto la protezione personale e diretta dell’apostolo Pietro. Ma probabilmente i motivi furono altri. Infatti per molti secoli nella Roma papalina, fino ad un passato relativamente recente, veniva chiamato anche “Muro Malo” poiché ai suoi piedi venivano seppelliti i corpi di coloro che non erano giudicati degni di riposare in terra consacrata (ossia prostitute, delinquenti, sospette streghe). La zona era, e lo sarebbe ancora, infestata dalle anime di defunti insoddisfatti e in attesa di una sepoltura cristiana e i loro lamenti, secondo alcuni, più che la protezione dell’Apostolo, furono il vero motivo per cui nessuno, neanche i Goti, si sia mai avvicinato troppo a quel tratto di mura.

Emanuela Maisto