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Vicolo del Capocciuto

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vicolodelcapocciuto

Il vicolo è ora scomparso ma originariamente era situato nel ghetto di Roma tra la via Rua e la via Fiumara. Scomparve in seguito alla sistemazione del quartiere a ridosso della seconda guerra mondiale

 

Gli storici Rufini e Blasi ritengono che il toponimo della strada derivi dal soprannome di un tale negoziante ebreo che aveva la testa più grande del normale e che nelle vendite non recedeva mai sulla sua prima richiesta e non faceva sconti a nessuno. Per questo suo costante e ostinato comportamento fu chiamato “capocciuto”che in dialetto romano significa appunto “testardo”.

In realtà in nessun dizionario romanesco si trova il dispregiativo “capocciuto” ma si trova “capoccione” che oltre a significare “testone”, metaforicamente significa anche “persona altolocata”, alto funzionario.

Capoccione è anche il nome di un grosso carciofo. Si racconta che durante l’ultimo governo pontificio un tale erbivendolo venne arrestato perché gridava : “Fateli arrosto li capoccioni!”. La polizia credeva si riferisse ai capi di governo, invece lui alludeva ai carciofi.

Emanuela Maisto