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VILLA DELLE VIGNACCE

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Al Parco degli Acquedotti, un’oasi di verde immersa nei pressi di Cinecittà ( Municipio X ), sotto le finestre dei palazzi che sorgono in una delle aree periferiche più densamente abitate di Roma, fra il frastuono delle macchine e dei passanti, riaffiora, grazie all’opera paziente di un gruppo di archeologi e al patrocinio della Sovrintendenza del Comune di Roma e di un importante istituto di  ricerca statunitense,

 

 l’American Institute for Roman Culture (AIRC), un complesso termale rimasto finora sepolto sotto gli occhi di tutti e ancora poco conosciuto dal vasto pubblico. Le prime due campagne di scavo hanno riportato alla luce una struttura risalente all’età imperiale fra le più importanti del suburbio romano. Sembra che il nome della Villa le derivasse o dalle vigne, abbondanti in questa zona, oppure per deformazione del termine pignatta, che stava a indicare
l’anfora inserita nella struttura di volta per alleggerirla. I nuovi interventi aprono il dibattito sulla reale appartenenza della villa all’età adrianea, facendo propendere invece esperti e studiosi, che  hanno analizzato i brani di muratura ritrovati, per un periodo precedente collocabile intorno al I secolo d.C.. Il complesso termale sorgeva probabilmente su una piattaforma monumentale che si articolava su due o forse tre piani. Gli scavi, che sono arrivati fino a quattro metri di profondità rispetto alla superficie della strada, hanno evidenziato ambienti di servizi perfettamente conservati e un sistema fognario così complesso e ramificato da disorientare gli stessi addetti ai lavori. Sono riemersi pure reperti importanti come marmi policromi, mosaici, capitelli, colonne, frammenti di statue e rilievi. Lo scavo ha rivelato anche come l’utilizzo di questo impianto si sia prolungato per
molti secoli, venendo più volte ristrutturato e subendo occasionalmente anche cambi nella destinazione d’uso. È molto probabile che al primo impianto termale di età adrianea, sia seguita un’ampia ristrutturazione tra gli ultimi decenni del II secolo e i primi del III secolo d.C.
Sembra che ulteriori trasformazioni siano state subite in età tardo antica quando, in occasione dell’assedio dei Goti a Roma, che erano accampati presso Torre del Fiscale, a pochi centinaia di metri dalla villa, tutta la struttura sia stata trasformata in un fortilizio mediante la chiusura delle porte e delle finestre. Come per altre importanti ville del suburbio romano, anche Villa delle Vignacce doveva estendersi per diversi ettari intorno all’area fino a comprendere anche una serie di edifici e complessi con varie funzioni come parchi, giardini, magazzini, padiglioni, ninfei, strutture agricole e abitative. Il lavoro che si è prefisso l’équipe di scavo è quello di scoprire il contesto urbano in cui era inserita Villa delle Vignacce e quello della ricostruzione del profilo storico-evolutivo del costruito. Prima di questi scavi la Villa era stato fatta oggetto solo di ricerche  antiquarie eseguite da G. Volpato nel 1780 per volere di Papa Pio VI, che avevano prodotto il rinvenimento di importanti sculture in marmo, oggi conservate ai Musei Vaticani come Ganimede Chiaramonti o la statua di Tyche, oltre a numerose colonne e capitelli. Sulle Fistulae in  piombo relative all’impianto idrico della villa è tuttora inciso il nome di uno dei principali proprietari, nonché probabile artefice delle sue trasformazioni, Quinto Servilio Pudente, ricco proprietario di fabbriche laterizie e importante personaggio romano del II secolo d.C.,  al quale potrebbe risalire il trasferimento da una parte all’altra della villa del complesso termale, che infatti appare dislocato su due piani differenti su due parti opposte dell’edificio. È al vaglio in  questi giorni l’analisi del materiale di costruzione, che apparterrebbe a momenti cronologici differenti, complicando per i ricercatori il compito di una precisa stratificazione cronologica di tutta l’edificio. Le visite sono gratuite, al momento, e possibili, solo su prenotazione, di mercoledì e giovedì per quattro settimane. Per ulteriori informazioni e conferme rivolgersi al numero 065130682.

Stefano Lippera