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Casa Museo Alberto Moravia

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C’è un luogo speciale a Roma, su Lungotevere della Vittoria 1. Una volta residenza privata di Alberto Moravia, oggi museo aperto a tutti

L’ultima casa dello scrittore, dove si trasferì nel 1963 con Dacia Maraini, è la sede dell’associazione che prende il suo nome, centro di studi ricerche e approfondimenti. Percorrendo i lunghi corridoi e attraversando le stanze, ogni cosa appare ancora necessaria, tutto è simbolo di una vita monumentale, inarrestabile, letteraria. L’eredità bibliografica, documentaria e fotografica conservata tra le pareti, i segni di passate frequentazioni, dialoghi, gusti, passioni, le tracce di una solitudine luccicante, di una pace che era spazio e libertà, di colloqui e pensieri e di lunghe letture, riempiono il silenzio e l’assenza. Le librerie e i quadri attorno trattengono memorie dei suoi lavori, del passaggio dei suoi amici, degli oggetti riportati al ritorno dai suoi viaggi. Così capita di incontrare opere acquisite o donate spesso dagli autori-amici (Renato Guttuso, Lorenzo Tornabuoni, Mario Schifano) e i kakejiku giapponesi, di sostare a lungo di fronte alle maschere rituali africane, di immaginarlo seduto alla sua scrivania senza chiodi, concentrato sulla macchina da scrivere Olivetti 82, interrotto dallo squillo continuo del telefono alle sue spalle.

Palombi Editori
dicembre 2013
pagine 144
euro 15

Ilaria Campodonico