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Era meglio non partire

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Le avventure curiose e divertenti di viaggiatori e viaggiatrici dal passato.

Il viaggiatore può essere tante cose tutte insieme o una sola alla volta: l’eroe che con forza di volontà e coraggio cerca di risolvere gli imprevisti lungo il suo cammino per guadagnarsi la gloria; l’uomo che si mette alla prova; quello che decide di partire per puro piacere, perché sa bene che in un viaggio arriva sempre quel momento speciale che non avresti vissuto se fossi rimasto a casa; chi non parte praticamente mai, ma continua a tracciare itinerari possibili sulla sua carta geografica; il turista alla ricerca spasmodica di una meta sempre più lontana da trasformare in una copia di casa sua; colui che sceglie di fare un’avventura per poterla raccontare. L’uomo da sempre infatti, affascinato da luoghi remoti e mitici, è spinto costantemente dal desiderio di andare dove non è mai stato: incontrare, camminare, partire, fuggire e tornare, dove la distanza può rappresentare una pausa come una forma perversa di vicinanza. Insomma il genere “letteratura di viaggio” sembra comprendere, il più delle volte, tutto e il contrario di tutto.
“Era meglio non partire”, edito da Archinto, raccoglie oltre trenta resoconti di viaggio intorno a un mondo che non c’è più, misterioso, vasto, pericoloso – Himalaya, Cina, La Mecca, Somalia, Gerusalemme, Egitto, Sicilia – quando gli spostamenti erano avventure dove non mancavano mai le scoperte. Questo libro può essere considerato il classico dei classici, dove gli autori per lo più inglesi scrivono le loro memorie esotiche come se i viaggiatori fossero sempre e soltanto loro. Racconti di Robert Louis Stevenson, Mark Twain, Sir Rihard Francis Burton, Eliot Warburton, Alexander W. Kinglake. E tuttavia questa volta, accanto ai grandi esploratori e agli avventurosi scrittori, ci sono le loro dame, signore di alto rango e mogli di militari: Lady Isabel Burton, moglie del celebre scrittore che lo seguì in tutti i suoi viaggi; Isabella Bird, che viaggiò tra gli Stati Uniti e l’Estremo Oriente, fondando diversi ospedali in Cina e Corea; Mrs. Aubray Le Blond (pseudonimo di Elizabeth Hawkins-Whitshed), che nel 1907 diventò la prima presidente del Ladies Alpine Club. Impavide e curiose sembrano correre incontro al pericolo senza alcun timore, mostrandosi il più delle volte incoscienti nel capitare in situazioni grottesche a tratti esilaranti: signore che si arrampicano fin dentro le caverne degli orsi, che penetrano nella savana a caccia di leoni, che incamminandosi in percorsi sconosciuti precipitano su chiodi appuntiti sotto terra, in fondo alle trappole per gli animali: “E’ in momenti come questi che si capisce quanto sia benedetta una buona, spessa sottana. Avessi dato retta ai consigli di molte persone in Inghilterra – che avrebbero dovuto saperne di più – e adottato indumenti maschili, sarei stata infilzata fino all’osso e spacciata”. E così si salvano. Un leone ucciso, del quale si sarebbe potuta utilizzare solo la pelle: “Andrà proprio bene per quello spazio nella sala del biliardo”; i rimedi per le mosche; un lungo elenco di consigli utili per combattere morsi di vespe, scorpioni, cani con la rabbia, serpenti, colera, febbre normale o malarica, mal di testa, singhiozzo.

Autore: AA.VV.
Titolo: Era meglio non partire
Editore: ARCHINTO
Pagine: 168
Prezzo: 13,00 euro

Ilaria Campodonico