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Geografie private che arrivano dal passato

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Dato alle stampe nel 1908, oggi in libreria un prezioso diario, quello di un viaggio che cambia la vita.

Quando ho letto Espatriata. Da Torino a Honolulu, ho avuto da subito come l’impressione che la vera autrice fosse Liala, Amalia Liana Cambiasi Negretti Odescalchi, celebre per aver scritto i più languorosi romanzi d’appendice del XX secolo, destinati ad un pubblico esclusivamente femminile, con trame intricate affollate di amori impossibili, in cui alla fine rifulgeva la verginità delle fanciulle assediate. Prima dei radiodrammi, delle telenovele e delle soap opera, erano i romanzi rosa a far sognare lettrici di intere generazioni. Le nostre bisnonne, nonne, madri, le loro figlie si tramandavano questi libri preziosi per regalarsi un momento di svago e di Tenerezza, in territori immaginati dove regnavano soltanto i Sentimenti, i baci furtivi, gli abbracci di nascosto, nel rincorrersi senza fine di donne candide e bellissime, uomini coraggiosi e ufficiali senza paura.

In questo caso, l’autrice di Espatriata. Da Torino a Honolulu, edito da Salerno Editrice, è invece una baronessa piemontese, Maria Carolina Luigia Sobrero, conosciuta nei circoli letterari femminili come Mantea, autrice di veri e propri manuali di comportamento destinati alle donne italiane di inizio novecento (l’attenzione ai dettagli estetici dell’abbigliamento e del comportamento si mantiene costante durante tutta la narrazione). Il libro è il diario personale di una giovane aristocratica torinese, delle sue nozze con un affascinante ufficiale hawaiano, Robert William Wilcox, e di un lungo viaggio nelle lontane isole del Pacifico.

Espatriata non appartiene alla letteratura odeporica, come la si intende comunemente: il viaggio non c’è quasi mai, perché Mantea non è una viaggiatrice. Manca il fascino per l’avventura, la pragmaticità, l’interesse scientifico. La protagonista descrive i luoghi esotici che attraversa utilizzando immagini già viste altrove, in Italia, così da trasformare sistematicamente ciò che è nuovo in qualcosa di già visto e quindi più rassicurante: “Mi attiravano verso destra la punta del Diamante che ricorda nel profilo il Vesuvio, le colline di Waianae che formano l’ossatura dell’isola a sinistra di chi giunge”.

Spettatrice di un mondo dal quale non vuole farsi completamente risucchiare, Mantea restituisce però con la sua scrittura la personale geografia di una donna brillante e anticonformista, allontanata dalla sua casa e dalla sua tranquilla esistenza, una donna del suo tempo che fatica a rendersi libera, raccontandoci una storia dove non esiste il lieto fine: il fallimento della sua unione; il disagio e il rifiuto della maternità; una segreta attrazione con un avventuroso medico napoletano.

La stesura di queste pagine rappresenta il suo rifugio, un luogo dove abbandonarsi liberamente alla nostalgia, dove confessare la delusione e il disincanto per il suo matrimonio; cahier de voyage e allo stesso tempo memoir, “si presenta oggi non solo come lettura ancora stimolante e terreno fertile di indagine per gli studi sulla letteratura femminile e di viaggio, ma come un testo di straordinaria attualità nella nostra epoca, sempre più aperta a nuove culture e all’integrazione”.

Informazioni:
Titolo: Espatriata. Da Torino a Honolulu
Autore: Mantea (Gina Sombrero)
Editore: Salerno Editrice
Pagine: 196
Prezzo: 12,50 euro

Ilaria Campodonico