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I segnalati

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isegnalati

Questo è l’ultimo giorno. È una cosa che capisci senza aver letto il finale, un presagio di morte dall’inizio.

Perché il primo romanzo di Giordano Tedoldi è la storia dei “segnalati”, dei “destinati” all’infelicità. Il gioco, il caldo dell’estate in città (Roma è un ambiguo malanno), la giovinezza, il sole in faccia, la borghesia romana, un grande amore di quelli che non sanno immaginarsi l’uno senza l’altra.

Un ragazzo e una ragazza uniti indissolubilmente dal senso di colpa per l’incidente mortale di un bambino. La minaccia opera per via visiva e auditiva; i segreti, i simboli, le interferenze, il non senso, le perversioni, le feste servono a Tedoldi per indagare quella conoscenza asimmetrica che l’uomo ha di sé e del mondo, per ridescrivere una coscienza tragica del contemporaneo. Giacché l’uomo non può sempre prevedere con esattezza il corso degli eventi, il reale diventa necessariamente una scommessa su ciò che non ci è dato sapere per intero, la consapevolezza di una condanna.

Una sensibilità fuori dal comune, una scrittura ispirata, intima e poetica per raccontare un mondo nel quale è già cominciata la decomposizione, uno spietato e improrogabile oscillare di sentimenti, di sguardi divertiti, crudeli e malinconici sull’esistenza: “Quando sarò all’inferno, tu sei là”.

Giordano Tedoldi
Fazi 2013
pagine 317
euro 16

Ilaria Campodonico