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I torinesi

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Torino non è una città come un’altra e così tutti quelli che ci nascono o scelgono di diventare torinesi.

Zino Zini si riferiva a loro parlando di “conservatorismo signorile e officioso”, di “simmetrica e regolamentare divisa”; Gustave Flaubert pensava “Torino? Noiosa come Bordeaux”; Emilio Salgari la chiamava “Grissinopoli”. Ma Guido Gozzano scriveva “Un po’ vecchiotta, provinciale, fresca / tuttavia in un tal garbo parigino”. Osvaldo Guerrieri, firma teatrale per La Stampa, ha scelto di allestire oggi una gigantesca biografia: 31 ritratti, scritture dal passato più prossimo. Faccia a faccia con i miti degli ultimi 150 anni: da Camillo Benso di Cavour, il fuoriclasse che si nutriva di idee liberali, e Alessandro Antonelli, l’iperbolico innamorato delle cose super, così ossessionato dall’altezza da immaginare e costruire la Mole; fino a Giulio Einaudi, colui che è riuscito a dar forma al mercato dei libri e Gianni Agnelli, l’ultimo vero grande re d’Italia. Dentro c’è tutta la nostra storia: la nascita della Fiat e del cinema; Francesco Cirio, l’inventore di “conservare (in scatola) quel che natura crea”; la signora Lenci con la bambola più famosa tra le bambine di tutto il mondo; Piero Gobetti, Primo Levi, Mario Soldati. Storie di sognatori, uomini appassionati e fantasiosi, fissati e curiosi, coraggiosi e profetici, inarrestabili.

 

Osvaldo Guerrieri
Neri Pozza
Bloom
pp.360
euro 17,50
2011

Ilaria Campodonico

 

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