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L’albergo delle donne tristi

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libri 138 - lalbergo delle donne tristi

Quando un’autrice scrive un libro spera ardentemente che la trama traslochi presto negli occhi e nei pensieri del lettore, trasformandosi in qualcosa di estremamente corporeo e difficile da neutralizzare

La letteratura è un lungo percorso creativo (poetico e condiviso) dal quale siamo spesso travolti, un’invenzione nella quale collaudiamo i singoli momenti e attendiamo con timore e tremore il finale. Questa mini-casa nel sud del Cile, “L’albergo delle donne tristi”, è tra le prove più riuscite di dialogo tra scrittrice e mondo, un compendio materiale e immateriale di molte cose terrestri. La Serrano ha messo – dentro un unico luogo – confidenze, esperienze dirette, favole, ogni singolo dettaglio di anime concentrate e ambulanti in un rifugio segreto, lontano dalla sicurezza degli oggetti comuni e dalle vite di altri. Tra belle addormentate che attendono l’amore eterno e figure sole che non sperano più, esili, arrabbiate, doloranti, caste; profili fieri, trattenuti, silenziosi e smisurati, parole parole parole spese per amori maledetti, incoscienti, finiti, fantasticati. Per una corretta e moderata somministrazione, dieci pagine prima di andare a letto. Quelle ombre vi seguiranno fin dentro i sogni molto poco innocui (o i ricordi più impronunciabili?). Di nuovo fiduciose, valigia in mano.

Marcela Serrano
Feltrinelli 2001
pagine 280
euro 9

Ilaria Campodonico