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La noia

Rappresentare l'irregolarità dell’esistente e la vita borghese, i suoi riti senza sorprese

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Nelle storie di Alberto Moravia accade qualcosa e niente gira più come promesso. “La noia” usciva nelle librerie il 24 novembre 1960, e in dicembre era già alla quarta ristampa. Per questa nuova edizione di Bompiani, la curatrice Alessandra Grandelis ha scoperto un’imperdibile intervista dello scrittore a se stesso – uscita su L’Espresso proprio in quei giorni – diventata appendice, insieme a un episodio inedito e un testo di Montale. Questa è la storia d’amore tra un pittore di trentacinque anni e una ragazza di diciassette, dentro un romanzo sul mondo e sulla possibilità di toccarlo. I sentimenti, decifrati a fatica, svelano significati sommersi, che diventano tele bianche per il lettore da disegnare e colorare con libertà. Dino non spiega mai la sua scelta, dà un senso del tutto irrazionale al bisogno di conquistare Cecilia, di possederla. Contro il conformismo, la paura, l’insicurezza, la sua è una ribellione vana. Qui si compie la cognizione della noia, il senso di Moravia per quella situazione emotiva che provoca distrazione, inadeguatezza, che fa l’effetto di una coperta troppo corta, di un blackout in casa; una malattia degli oggetti che corrisponde a una perdita progressiva di vitalità. L’Occidente s’annoia ancora (?).

Alberto Moravia

Classici Contemporanei Bompiani 2017

Euro 14

 

Ilaria Campodonico