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La polvere del mondo

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Odori, case, volti, suoni, sapori, colori, appunti, registrazioni, disegni, lasciare la propria casa, il movimento spedito lungo la strada e il deragliamento dalla pista

Mille modi per consumare una vita intera, per farsi attraversare e corrompere dalle storie di chi incontriamo e scoprire forse quello che c’è alla fine del mondo. Unica regola: provare a perdere tutto prima di pensare di poter trarre a sé l’essenziale. Nicolas Bouvier è viaggiatore, fotografo, raccoglitore di immagini, scrittore. Per questo la sua letteratura di viaggio è preziosa, perché non è solo una narrazione lontana, esotica, asiatica, ma è incrociata e magnifica perché fatta di immagini e parole. “La polvere del mondo” – titolo originale “L’usage du monde” – è la sua avventura verso Oriente: partito da Ginevra nel 1953, Bouvier si ricongiungerà a Belgrado con il suo amico pittore Thierry Vernet, in compagnia del quale proseguirà fino a Samarcanda. Sempre apparentemente sulle tracce di qualcosa, il viaggio diventa il più efficace intensificatore di emozioni, lo strumento migliore per combattere l’insufficienza della nostra anima a comprendere tutto. Così Bouvier ricorda che la sfida non è mai la distanza da percorrere, ma l’attitudine, la condizione del nostro spirito. E il premio è esporsi ogni volta alla bellezza del mondo.


Nicolas Bouvier
Edizioni Diabasis 2011
pp.275
euro 20

 

Ilaria Campodonico

 

 

 

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