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La vegetariana

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libri 141 - la vegetariana

La realtà imita ancora una volta la natura

Il titolo in copertina non potrà mai descrivere le stupefacenti metamorfosi di spettri incostanti e volubili, di un corpo che è da subito sostanza, simbolo, sintomo, emanazione, negazione. L’approccio allusivo della scrittrice Han Kang, più che una modalità ascrivibile a un genere definito e fermo, sembra un esercizio di mitopoiesis, tra meraviglia e fantasia, tra uomini e animali. L’atto stesso del narrare viene dall’incontro del lettore con le infinite interpretazioni restituite dai personaggi della storia attorno alla protagonista Yeong-hye che, per colpa di uno strano sogno, decide di non mangiare, cucinare, né servire più carne. A noi, la scelta di scendere giù, entro l’ombra e l’anima, e sporcarci definitivamente, seguire “la vegetariana” o lasciarla lì, nella lontana Seul, con i suoi ritratti e le sue apparizioni, concentrata in un lungo addio al mondo. Sotto parole incrociate di condanna, va in scena la rappresentazione di un male per una figura seducente, che diventa amata e temuta. Gli altri possono soltanto sognare un altrove immaginario, che non si può ben nominare né localizzare, provare a fuggire nell’invisibile indistinto per non vedere. La realtà imita ancora una volta la natura: nessuna redenzione in arrivo ma la possibilità di godere e morire, meravigliarsi e morire.

Han Kang
Adelphi 2016
Pagine 177
Euro 18

Ilaria Campodonico