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L’altro limite

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Queste poesie vogliono essere ricordate, desiderate, fissate. Tuttavia, sconfinando, incrociando, andando anche molto lontano e tornando indietro, descrivono un continuo movimento, nelle connessioni dinastiche e nei percorsi familiari, dentro l’illusione di essere situati in una realtà a più dimensioni, dove linee parallele si parlano, pronte a risorgere e diventare manifeste per invadere tutto lo spazio attorno al lettore. Una congregazione di sentimenti e ricordi custoditi da corpi, luoghi e suoni, sul punto di deflagrare tra le nostre mani, attaccate alla copertina gialla. Maria Borio – fedele alle immagini della mente e al suo cuore – ha trovato parole che conquistano perché sono quelle che non aspettiamo, che sfuggono al rischio di essere logore, già ascoltate altrove, che fanno evidentemente saltare la norma dall’inizio. Non si chiede nulla di più a un poeta per essere considerato degno: un atto di sincerità, che passa anche attraverso l’educazione al silenzio e alla misura. Si sogna ciò che si vede? Qual è il significato di questi quadri in trasformazione? Sospesi nel tempo della coscienza, senza via di scampo, sono buchi nell’albero, segreti lontani e traboccanti di slanci autentici, pieni di consistenza. Un dono: le cose e il mondo – ai quali abbiamo dato un nome – acquistano più esistenza attraversando lo spazio, tra lei e noi.

Maria Borio

LietoColle 2017
Collana PordenoneLegge

Pagine 74

Euro 13

Ilaria Campodonico