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L’età forte

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Nell’opprimente calura romana del mese di agosto, la vita di Simone de Beauvoir ha avuto l’effetto straniante e rassicurante di una seducente visione prolungata, dalla quale era diventato impossibile staccarsi: corpo e anima così ben al centro e tanto tanto pensiero, ragionamento, Marsiglia, Rouen, Parigi, i viaggi in Spagna, Grecia, Italia, Marocco, gli incontri speciali con gli intellettuali francesi e le frequentazioni, il suo amore per Jean-Paul Sartre. Un’esistenza segnata in ogni momento da un inconfondibile gesto creativo, una mente sempre attiva, una donna che è scoperta e rivoluzione. L’età forte significa procedere nell’oggi (a cinquant’anni), recuperando per necessità le immagini e il cuore della fanciulla che era, senza rimpianti, e facendosi carico di tutto il peso della storia: vuole ricostruire, andare a vedere dove sono accadute le separazioni, cosa è stata la scrittura (una vocazione?), e riconnettersi con la parte mancante, quella che alle volte lasciamo indietro, per un’avventura sincera e imprudente nella memoria. Scrittrice, saggista, filosofa, insegnante, dopo aver prodotto un mondo di parole, de Beauvoir, questa volta, sembra volersi fermare sulla sua poltrona preferita e cominciare a leggere finalmente quello che ha scritto, prendendosi tutto il tempo che serve.

L’età forte
Simone de Beauvoir
Einaudi 2016
Pagine 544
Euro 14,50

Ilaria Campodonico