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Memorie di una ragazza

La giovinezza potrebbe apparire ancora sensazionale, seducente, avventurosa

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Quella figura radiosa, desiderante, fiera e sfuggente – a lungo nascosta dentro la parte più autentica e irriducibile del suo essere – proprio ora, a cinquant’anni di distanza, torna su ed è immediatamente terremoto: la ragazza che era quell’estate del 1958, lontana dalla sua famiglia, e le giornate al centro estivo come responsabile del gruppo. La giovinezza potrebbe apparire ancora sensazionale, seducente, avventurosa – quel tentativo di restare degni di fronte a ciò che si sta cercando – tempo di libertà dove è concesso ostinatamente di sragionare. Eppure questo libro fantastico di Annie Ernaux somiglia più a una profezia: frammenti inediti provenienti da un discorso interiore che procede per figure e dettagli di oggetti, luoghi, fotografie, corpi nudi, parole di altri scritte-trascritte-ascoltate, il ricordo di una prima volta. Nell’inconsapevolezza di ciò che sarebbe arrivato dopo, la scrittrice dimentica di dimenticare e torna all’immagine di lei appena diciottenne in una “migrazione volontaria”, per avvicinarsi il più possibile – non soltanto con la memoria –  e ritrovare il significato attorno al quale raccogliere di nuovo la propria esistenza: perdita, abbandono, scoperta, scrittura come approdo. In una continua “colluttazione con il reale”, essere lì tra il bene e il male.

Annie Ernaux

traduzione di Lorenzo Flabbi

L’orma editore 2017

Euro 18

Ilaria Campodonico

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