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Paesaggi di parole

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“Paesaggi di parole. La provincia di Roma” a cura di Simone Bozzato, una pubblicazione della Società Geografica Italiana.

Alla presenza dell’Assessore alle Politiche Culturali della Provincia di Roma, Cecilia D’Elia, del Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma ‘Tor Vergata’, Rino L. Caputo, e del Presidente della Società Geografica Italiana, Franco Salvatori, venerdì 14 gennaio a Roma, nella Sala Luigi Di Liegro di Palazzo Valentini, è stato presentato il libro Paesaggi di parole. La provincia di Roma a cura di Simone Bozzato, una pubblicazione della Società Geografica Italiana.

Nata dal connubio tra letteratura e geografia – come scrive il geografo Giacomo Corna Pellegrini, “la letteratura per la geografia costituisce uno dei depositi principali perché da sempre ha offerto letture significative dei paesaggi e delle situazioni umane” – il volume è il primo di una serie di antologie, che daranno vita alla collana regionale Il Lazio dalle suggestioni dei viaggiatori e degli scrittori del XX secolo. Per restituire un mosaico composito ed eterogeneo della realtà della provincia di Roma, fuori dalla capitale, sono state scelte le pagine in cui sembrano dischiudersi in maniera distinta e caleidoscopica i singolari tratti del paesaggio, preferendo il racconto, le descrizioni, le ispirazioni piuttosto che la voce esclusiva e autoriale dei singoli scrittori. Non saranno presenti dunque le pagine più celebri della letteratura, ma preziose testimonianze, immagini e letture di autori, noti e meno noti, che dall’inizio del nostro secolo a oggi, hanno ambientato le loro opere nello scenario narrativo dei territori provinciali.
Lo sfondo e il sottofondo sono i paesaggi del Lazio: spazi, storie, protagonisti che parlano attraverso la voce di scrittori come Guido Piovene, Pier Paolo Pasolini, Vincenzo Cardarelli, Giovanni Battista Angioletti, artefici attraverso i loro resoconti di uno speciale e inconsapevole processo di documentazione e promozione dei valori, delle bellezze, dei profili dei luoghi.
“Ostia comincia così, con le ‘seconde baracche’. Capanni di legno, muratura e lamiera accatastati sulla sabbia, a pochi passi da un mare giallo e tempestoso. Sono le vacanze dei poveri, tra gatti e odore di sugo, pochi chilometri sotto la foce del Tevere, prima che inizi la lunga trafila di stabilimenti balneari”: è così che Michele Serra racconta il mare di Ostia nel suo libro Tutti al mare. E compaiono le attente ed esatte descrizioni di Alberto Moravia, rintracciabili nelle pagine del suo racconto La morte al mare, ambientato a Torre Astura: “Si costeggiò un pezzo il mare, o meglio le rovine delle villette che sorgevano una volta sul mare […], si andò avanti e avanti tra i pini che si facevano sempre più bassi e più contorti, sulla sabbia sempre più alta. Il mare adesso si vedeva benissimo, procelloso, grigio e bianco, con onde e onde che si gettavano sulla spiaggia. Il litorale in quel punto descriveva un semicerchio, ad un’estremità, sopra una roccia, si levava il castelletto che dà il nome al luogo”.

Informazioni:
Titolo: Paesaggi di parole
Curatore: Simone Bozzato
Editore: Società Geografica Italiana
Pagine: 306
Prezzo: 19 euro

Ilaria Campodonico