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Qualcosa di scritto

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La vita poetica e tumultuosa di un uomo che sapeva mettersi in pericolo, saltando fuori dal corpo che gli era stato dato, dalla strada in cui era cresciuto, dal linguaggio che gli era imposto.
Un intellettuale che non si è mai preoccupato di piacere a tutti, desideroso di catturare momenti eccezionali, di rintracciare la quotidianità più disordinata, distante. Una cosa virale, una storia vera quella di Pier Paolo Pasolini. Complesso e autentico, fragile e bellissimo, allegro e malinconico ha saputo svelare un modo inedito di fare e disfare la realtà. “Qualcosa di scritto” è l’Appunto 37 del suo ultimo romanzo, “Petrolio”, e il titolo del libro di Emanuele Trevi.

Scrittore e critico letterario, Trevi non ha mai conosciuto Pasolini, ma ha lavorato al Fondo, diretto da Laura Betti, che custodiva i suoi quaderni. Senza celebrazioni sgargianti, fuori dai confini di un genere letterario definitivo, la scrittura di Trevi sa essere personale e sincera e restituire l’atmosfera d’indeterminatezza e trasformazione di un mondo in cui il corporeo si combina magicamente con l’astratto. Perché soltanto dove una vita intera erompe dalla letteratura e lascia brandelli di carne a ricordare il tentativo di conoscere la realtà, può materializzarsi la presenza e celebrarsi la vicinanza oltre la morte. Laddove Forma è Sostanza.

Emanuele Trevi
Ponte alle Grazie 2012
euro 16,80

Ilaria Campodonico