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Scritti traversi

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In libreria “Scritti traversi”, una nuova collana di letteratura di viaggio edita da Exorma Edizioni. Storie di viaggi e scoperte, per esplorare gli orizzonti possibili della letteratura e della fotografia.

Exorma Edizioni è una casa editrice romana da sempre impegnata nella ricerca e nella diffusione dei differenti modi di fare letteratura, esplorando la contemporaneità, la storia, l’arte, la fotografia, le questioni legate all’ambiente, le architetture, le scienze, i viaggi reali e immaginati. Racconti, reportage, diari di viaggio, taccuini per raccontare le storie di Mandeville e del primo viaggio intorno al mondo; il Taklamakan, la terra dei morti, il deserto più spaventoso, in Asia centrale; le fotografie di Chaturman, un giovane contadino e pastore, appartenente all’etnia tibeto-birmana dei Kulunge; le montagne himalayane del Miyar, in Kashmir; i luoghi e le avventure del Levante.
Perché questa definizione? “La cosa più ovvia sarebbe collocare queste pubblicazioni nel genere della ‘Letteratura di viaggio'” – spiega l’editore Orfeo Pagnani – “Certo, si raccontano viaggi. Ma sono proprio i nostri lettori a suggerirci di non mortificare il profilo della collana in una categoria così definita. Sarebbe comodo adottare questa semplificazione per la comunicazione e la promozione, ma non darebbe conto dell’estensione del progetto. In realtà proprio il nome della collana dice tutto: sono veri e propri ‘scritti traversi’. Scrittura narrativa e immagine fotografica intrecciano il loro modo specifico. Visioni antropologicamente e storicamente articolate si mettono di traverso suggerendo vasti ambiti di approfondimento. Piccole storie vere spalancano finestre su grandi orizzonti della geografia, della fantasia, dell’esperienza della contemporaneità”.
Ma questi libri si ispirano al viaggio, raccontano viaggi. “Certamente. La categoria del viaggio contempla un immaginario amplissimo. Dalla realtà del paesaggio e dei luoghi della Terra alla più spericolata trasgressione fantastica, tutto ciò che riguarda l’uomo che si sposta ci interessa: le frontiere che conquista, il mare che attraversa, l’arte che dissemina, le merci che scambia, il pensiero che coltiva, la parola che trasferisce”.
I temi e i generi trattati nella collana variano dal reportage all’avventura, dal diario alla cronaca, a storie e vicende che appartengono ormai alla tradizione di genere. Quale vuole essere l’elemento caratterizzante della vostra collana?
“La qualità della scrittura, la credibilità e l’autenticità del racconto e il potenziale empatico dell’esperienza. La disposizione a viaggiare, come la intendiamo noi, è una vera e propria modalità dello spirito, un atteggiamento peculiare della mente, un’evidenza della curiosità, un approccio alla soggettività della conoscenza” – conclude l’editore – “Considerando la letteratura uno degli esiti virtuosi e uno dei motori iniziatici, con i nostri libri ci diamo da fare perché le immagini e le parole esprimano tutto il loro potenziale di suggestione e di fascino. Penso che dobbiamo tutto questo al lettore”.
Alla collana Scritti traversi appartiene MAE NAK – donne vampiro e spiriti famelici dal lontano Oriente di Alessandra Campoli. Apparizioni, donne e vampiri, leggende di terre lontane dell’Asia: in Thailandia il fantasma di Mae Nak era solito terrorizzare gli abitanti di Bangkok; in Malesia e a Singapore, la spaventosa creatura Pontianak appariva di notte nelle sembianze di una donna straordinariamente bella, uccidendo tutti quelli che incontrava sul suo cammino. Immagini dall’universo iconografico popolare e dall’immaginario cinematografico contemporaneo descrivono creature magiche, donne amate, temute, venerate.
Altra prossima uscita, LE SPIRE DELL’ANACONDA di Melissa Pignatelli. “Il lento fiume, sornione e pericoloso come un giaguaro di notte, lo aveva trasportato in mezzo al villaggio dei Cofàn…”. E’ la storia di Richard Evans Schultes, studioso americano di botanica ad Harvard e inviato negli anni ’40 in Colombia dal suo governo per cercare gli alberi da gomma. Giunto tra i popoli dell’Amazzonia, divenne uno dei maggiori esperti di piante psicotrope dell’occidente. Trascorse una buona parte della sua vita con il popolo indigeno dei Cofàn, a contatto con una natura sconvolgente. Tornato a casa, procedette con la catalogazione di trentamila specie botaniche, dopo aver scoperto duemila piante medicinali e trecento specie sconosciute alla scienza occidentale.

Ilaria Campodonico