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Serotonina

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Uno dei libri più interessanti e odiosi dell’anno, “Serotonina” è tanto insopportabile e bello al tempo stesso da diventare subito romanzo necessario e irresistibile: non vuole portare lontano, ma come un canto delle sirene (seducente e ingannevole) conduce dritto all’essenziale. La descrizione senza censura della realtà appartiene a Michel Houellebecq (scrittore, poeta, saggista), il presente brucia ogni cosa a cominciare dalla copertina: il tempo illumina e distrugge storia, politica, cultura, geografia, amore. Florent-Claude Labrouste è un quarantaseienne depresso, funzionario del Ministero dell’Agricoltura, che tiene in piedi una relazione praticamente finita con una donna giapponese più giovane di lui, condividendo un appartamento alla periferia di Parigi. Questa è la storia di un uomo alla deriva e di una piccola pasticca bianca prescritta dal dottor Azote, il Captorix, indispensabile per prendere le distanze dalla vita così poco soddisfacente e neutralizzare la noia, senza mai guardare le vertigini dolorose e gioiose della propria interiorità. Se la sostanza sembra rappresentare il rimedio miracoloso per una nuova felicità, condanna inesorabilmente il protagonista a una condizione di isolamento e impotenza: ricordare e celebrare le donne incontrate (a tratti forse persino amate) e l’estinzione di tutti i desideri.

Serotonina
Michel Houellebecq
La nave di Teseo 2019
Euro 19

Ilaria Campodonico