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Shakespeare

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Un nuovo libro sulle opere di William Shakespare, per tracciare un’inedita e infinita geografia di tutte le esposizioni mai ultime e definitive, che solo un grande scrittore può generare.
Stefano Manferlotti – raffinato e sensibile studioso, docente di Letteratura inglese presso il Dipartimento di Filologia moderna dell’Università di Napoli Federico II – ripercorre in questo agile volume l’intera opera di William Shakespeare, proponendo interpretazioni inedite dei drammi più importanti: Amleto, Cleopatra, Giulio Cesare, Otello, Riccardo III.

“Il critico è un lettore come tutti gli altri, ma è anche un’individualità che non deve rinunciare al suo universo linguistico” – spiega l’autore – “un singolo che si assume le responsabilità di quello che dice”.

La lettura di un classico assoluto come Shakespeare dà consolazione, è luce nella notte. Per diventare confronto con l’orrore, quando quella luce si perde. Shakespeare sta a guardare tutto questo: la gioia più scintillante, l’orrore, la desolazione, il disastro, la negatività assoluta insieme al piacere stesso di vivere.

“E’ un libro che ci guida, costruito come una guida, senza troppi fronzoli letterari di eleganza un po’ posticcia” – spiega Giulio Ferroni – “In un corpo a corpo continuo, Manferlotti dialoga con i testi, estrae gli elementi quanto più intensi ed essenziali con una passione da lettore che però non rinuncia mai a fornire parametri di riconoscimento razionale. Un libro utile anche dal punto di vista storico. Un manuale, costruito volta per volta attorno alla meraviglia, all’essenziale, all’assoluto, al teatro, alla storia, alla vita. Il rapporto padre-figlio; la lotta per il potere; la vecchiaia; la giustizia; la solitudine; l’integrità dell’io; il posto dell’uomo nel cosmo; il destino e il caso; la morte; l’amore; la solidarietà; la categoria tutta shakespeariana della compassione; la potenza e i limiti del linguaggio; l’arte”.
La sintesi di un capolavoro accecante che ha permesso di capire e veder il senso della vita, della storia, ciò che siamo oggi e ciò che era l’umanità allora, la cultura con la quale Shakespeare si è sicuramente confrontato e paradossalmente con tutto ciò che è venuto dopo.
“E’ una prospettiva eclettica” – prosegue Ferroni – “Manferlotti non segue un metodo precostituito, niente teorie onnivalenti che pretendono di spiegare tutto: il critico non può che esercitare un eclettismo diffidente. Lo strumento ermeneutico maggiore non sono tanto le teorie critiche e la letteratura critica, con la quale ci si deve senza dubbio confrontare, ma la grande cultura, gli infiniti richiami, anche imprevedibili, alle diverse esposizioni, ai differenti usi della letteratura shakesperiana, come un faro che illumina il cammino”.

Un confronto con gli autori di oggi come Kafka, Nietzsche, Leopardi, Peter Brook e quelli che vengono dal passato come Aristofane e Teofrasto, necessari per capire le commedie di Shakespeare. Shakespeare non è l’individuo William Shakespare, non è un continente. E’ piuttosto un modello canonico, è quello che è divenuto, quello con cui continuiamo a dialogare.
E’ Iago ne La banalità del male di Hannah Arendt; la dolcezza del linguaggio d’amore di Giulietta che ha saputo rompere tutti i cliché; è Otello e Desdemona nella storia che è venuta dopo.

Informazioni:
Titolo: Shakespeare
Editore: Salerno Editrice
Data: novembre 2010
Pagine: 348
Prezzo: € 18

Ilaria Campodonico