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“Still Europe” l’ultimo libro di Luca Nizzoli Toetti

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“Still Europe” è il secondo volume di un intenso viaggio attraverso la riscoperta dell’Europa, di ciò che l’accomuna e allo stesso tempo differenzia. Nel primo libro fotografico della trilogia “Almost Europe”, Nizzoli Toetti, ha attraversato i confini del continente cercando scatti di vita quotidiana. L’intento è quello di comprendere la trasformazione nel tempo, partendo dall’essere umano viaggiatore ed esploratore ad una formula più turistica e attinente alla nostra contemporaneità.  Still Europe, è stato presentato lo scorso giovedì 15 marzo presso Officine della Fotografia Roma dal fotografo ed autore Luca Nizzoli Toetti insieme a Claudio Corrivetti, editore di Postcart Edizioni. Il progetto per intero sarà ospitato all’interno della mostra che verrà inaugurata il 24 marzo alla galleria Spazio immagine a Campobasso.

Durante la presentazione editoriale, oltre ad approfondimenti su come questo progetto sia stato finanziato, il fotografo ha provato a spiegare il sentimento che ha mosso questo viaggio. Still Europe è un viaggio di riscoperta nell’Europa che professava grandi speranze e forti unioni, tentando di mantenere intatta la cultura e l’importanza di ogni singolo stato. Adunati sotto una bandiera più grande che garantisce di sentirsi forti insieme, senza dover perdere la propria identità culturale. Per questo motivo, spinto inoltre dalla ricerca di una definizione del continente europeo Nizzoli Toetti, percorre 16.000 km in treno, 39 città a piedi e tre viaggi raccontanti attraverso 128 fotografie che offrono uno sguardo fatto di diversità ma anche semplicità e normalità attraverso le persone. Passa per paesini sperduti del nord Europa a città più affollate come Parigi e Venezia, ma anche San Pietroburgo, Braga, Cipro e molte altre, passando attraverso convention folkloristiche, ma anche abitazioni private caratteristiche.

L’introduzione al libro è stata curata da Francesco Acerbis, grazie anche alla partecipazione di Zygmunt Bauman. Entrambi cercano di enfatizzare il concetto di viaggio nell’Europa, all’interno dell’Europa stessa, stimolati inoltre dalla ricerca di comprensione dei reali confini.

Zygmunt Bauman scrive nell’introduzione: L’uniformità e vuoto culturale. “È contro tali due orchi che è necessario dichiarare e condurre in maniera netta una guerra all’ultimo sangue, per salvare la “ricchezza della differenza” che caratterizza tutto quanto c’è di importante nella cultura umana”.

Alice Conti