Home Cultura

Memoria: una sede provvisoria per il Museo della Shoah

SHARE
porticodottavia

La Casina dei Vallati, in Via Portico d’Ottavia, sarà a disposizione della Fondazione Museo della Shoah

LA CONSEGNA – Si terrà lunedì 26 gennaio alle ore 14.00, in occasione della settimana della Memoria e del 70mo anniversario della liberazione dai campi nazisti, la consegna simbolica delle chiavi della Casina dei Vallati, in Via Portico d’Ottavia 29, da parte del sindaco di Roma Ignazio Marino alla Fondazione Museo della Shoah. La decisione è stata presa oggi in Giunta Capitolina con una delibera firmata dell’Assessore Giovanna Marinelli e con il supporto della Sovrintendenza Capitolina.

L’EDIFICIO – L’edificio si affaccia proprio sulla piazza che ricorda la terribile incursione nazifascista nel ghetto in cui centinaia di ebrei romani vennero deportati nei campi di sterminio. Proprio sull’edificio è collocata la targa che ricorda i tragici eventi e quel tratto di strada porta oggi il nome di Largo 16 ottobre 1943. Il prestigioso edificio di via Portico d’Ottavia, che per la città di Roma e la comunità ebraica ha una forte valenza storica e simbolica, sarà quindi utilizzabile dalla Fondazione come sede provvisoria per attività espositive e didattiche mentre si lavora alla realizzazione del Museo della Shoah nella sua collocazione nei pressi di Villa Torlonia.

LA FONDAZIONE – La Fondazione Museo della Shoah nasce nel luglio del 2008 ad opera del Comitato promotore del progetto Museo della Shoah, costituitosi alla fine del 2006. La sua mission è quella di dare impulso alla costruzione del Museo Nazionale della Shoah a Roma, un patrimonio comune per attività dirette ai giovani, ai docenti e ai cittadini italiani e stranieri. Il Museo permetterà a Roma di affiancarsi alle grandi città del mondo come Gerusalemme, Washington, Berlino, Londra e Parigi, che già dispongono di musei dedicati alla Shoah. Esso conterrà allestimenti e una raccolta di documenti, curata dai maggiori storici contemporanei, che permetteranno ai visitatori di conoscere in profondità ciò che è stata la Shoah, con l’impegno di mantenere viva la memoria della stessa.