Home Cultura

Museo Ara Pacis: lineamenti, volto e paesaggio di Tullio Pericoli

SHARE
arapacis

Ritratti come paesaggi. E viceversa. Dal 16 giugno al 19 settembre la mostra di Tullio Pericoli, “Lineamenti. Volto e paesaggio” è una selezione, a cura di Federica Pirani, di 53 oli di grandi dimensioni realizzati tra il 2007 e il 2010 che prende in esame la ricerca pittorica sul ritratto e sul paesaggio condotta dall’artista marchigiano  notissimo finora soprattutto come disegnatore e ritrattista. “Io, dentro il mio dipingere metto il piacere di trasformare in pittura la bellezza del mondo usando i graffi del disegno come antiche cicatrici di un volto, i solchi del pennello, la sapienza dell’impaginazione, la capacità di leggere con gli occhi le stratificazioni e le relazioni presenti nella natura” afferma Pericoli. La mostra, è promossa dal Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione – Sovraintendenza ai Beni Culturali e organizzata da Zètema Progetto Cultura, in collaborazione con Banche Tesoriere del Comune di Roma: BNL – BNP Paribas, UniCredit Banca di Roma, Monte dei Paschi di Siena, il Gioco del Lotto, Atac, Vodafone. I volti dei personaggi sono accostati ai paesaggi in un dialogo di segni, colori e tratti. Colori, materici, bruni, ocra, sfumature di grigio scabro che scavano canali, solchi incisi come tagli. “Quando Pericoli dipinge ritratti e paesaggi” spiega il filosofo Remo Bodei “va considerato che nel ritratto, come nel viso, un massimo di tempo coesiste con un minimo di spazio, mentre nella rappresentazione del paesaggio lo spazio ritagliato, sufficientemente ampio, contiene un tempo molto più lungo, che copre milioni o, addirittura, miliardi di anni. Per questo le facce e i paesaggi sono “mappe” che vanno lette e decifrate dal pittore con attenzione per cogliere l’essenziale, per renderle riconoscibili nei loro lineamenti, anche se si prescinde da una perfetta identità esteriore. Così come l’età, anche le convenzioni sociali e i muscoli sotto la pelle modificano il viso. Analogamente, la superficie della terra viene modificata dal trascorrere delle epoche, dall’intervento dell’uomo e dalle forze tettoniche, che alterano, con improvvisi sconvolgimenti, i paesaggi delle Rocce effusive e di Frammento di faglia della serie Geologie (1972) o modellano lentamente le dolci colline marchigiane e laziali degli ultimi quadri”. 
“Quello di Pericoli è un viaggio nella storia dei suoi soggetti. E come tutti i viaggi scoperta e fonte di conoscenza. Come lui anche noi avremmo bisogno di viaggiare per cercare di assomigliare di più al paesaggio. Specie al paesaggio della nostra Italia. Frutto di tante sofferenze. Ma sostanzialmente unito: geograficamente unito, chiuso dalle Alpi in alto, circondato dal mare. Unico. Cercato, ricercato, visitato, raccontato, immaginato, sognato, visto, fotografato, descritto, dipinto, disegnato, guardato, respirato, assaporato, raggiunto. Generalmente dagli stranieri. Noi diamo tutto per scontato. I monumenti, l’arte, le città, il clima, il benessere, il mare, il colore del cielo, le montagne, le nevi perenni, la forza devastante di un paesaggio. Diamo tutto per scontato, abituati come siamo a vivere in simbiosi con questo paesaggio che non ci somiglia tanto” sostiene Umberto Broccoli, Sovraintendente ai Beni Culturali del Comune di Roma.

Arianna Adamo