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AIR – Moon Safari

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La natura umana è capace di grandissime cose

La natura umana è capace di grandissime cose. In qualsiasi campo. Può essere in grado di compiere gesti eroici, ispirati dagli ideali più alti e più nobili, e allo stesso tempo di macchiarsi di azioni atroci ed infamanti, a volte ispirate anch’esse da ideali apparentemente alti e apparentemente nobili. Questo dualismo dai contorni leggerissimi lo si ritrova (opportunamente ridimensionato) anche nelle azioni quotidiane, dalla sfera sentimentale a quella professionale. E per chi scrive di musica, l’aspirazione al far capire il più possibile del materiale discografico di cui si parla al pubblico cosiddetto “medio” può dar luogo a due opposte situazioni: un acuto e profondo svisceramento del materiale in questione, o una odiosa propensione all’appiattimento dei gusti, sia nella scelta del disco di cui parlare sia nei termini utilizzati e nei particolari utilizzati. Un esempio: quanti di voi sanno darmi una definizione esatta del genere pop? Nessuno, probabilmente. Non è un attestato di superiorità, ma la presa di coscienza del fatto che tutti (compreso il sottoscritto, ahimè!) difficilmente riuscirebbero a districarsi nella matassa di definizioni e attribuzioni inesatte e imprecise dalla quale siamo stati sommersi in anni di banali ascolti radiofonici, squallide visioni televisive e superficiali letture critiche. Per aiutare a ritrovare una idea di cosa sia il vero pop di qualità, non sarebbe male recuperare l’album d’esordio (datato 1998) di uno straordinario duo francese, gli Air: “Moon safari”, infatti, è uno dei più riusciti lavori pop prodotti in tutto il secolo scorso, una successione di pezzi meravigliosi e mai sbagliati che, uno dopo l’altro, contribuiscono di diritto a fare entrare gli Air tra i maggiori esponenti del genere. Che, in barba ad ogni definizione, quando è veramente fatto bene sforna da sempre vere e proprie pietre miliari.

Flavio Talamonti