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Armaud: quando la malinconia diventa dolcezza

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Parole, suoni ed emozioni sussurrate costruiscono un legame intimo e unico con coloro in grado di ascoltare Armaud. La sua musica è un racconto personale che si snoda nelle trame di ciò che la vita ha saputo toglierle o regalarle. Paola Fecarotta è trombettista, cantante e chitarrista. Cresciuta in mezzo alla musica sin da bambina, frequenta la Saint Louis School di Roma e nel 2009 si trasferisce in Olanda per studiare jazz al Conservatorium di Amsterdam.
A dicembre 2013 intraprende il suo delicato progetto chitarra&voce sotto lo pseudonimo di Armaud, cui successivamente si affiancano Marco Bonini alla chitarra e Marco Mirk alla batteria ed elettronica. Da questo momento il trio dedica particolare attenzione al suono in ogni sua forma, attraverso l’utilizzo di delay, loop, riverberi e armonici che creano un’atmosfera rarefatta di vibrazioni musicali.
Si esibisce in diversi locali e club europei, dai Paesi Bassi al Belgio, dalla Francia all’Italia e a ottobre 2014 intraprende un tour autunnale che la porta in tutta Europa (Olanda, Belgio, Francia, Germania, Lettonia e Italia). A dicembre 2014 la sua performance live per BalconyTV Amsterdam viene selezionata tra gli speciali Editor’s Picks e a luglio 2015 partecipa allo Zanne Festival Showcase a Catania.
Il suo primo album “How to Erase a Plot” vive di tensioni emotive eleganti, tra fascino e turbamento che si dipanano in un misterioso trip hop. I suoni sono spesso eterei, con soluzioni leggermente più “avant” in alcuni casi, molta elettronica ed episodi acustici.
Il nome viene dal cognome della nonna paterna di Paola, “Armò”, che originariamente si scriveva “armaud”, una parola morbida dal significato affettivo.
Ci sono momenti per accumulare e altri per mettere in ordine, dentro e fuori. Armaud l’ha fatto scrivendo canzoni: tutti i brani di “How to erase a plot” sono ispirati a momenti realmente vissuti, diventando così un mezzo per elaborarli, come già anticipato nel titolo. Si cancella una storia per dare spazio a un nuovo inizio prendendo coscienza dei propri errori. Non ci sono colpe ma solo cattive abitudini che con un po’ di fatica si possono cambiare.
Ascoltando Armaud è subito chiaro il tratto intimista e non si fa fatica a immaginare il momento della nascita dei pezzi: una stanza, una chitarra e una buona dose di malinconia. Un disco dreampop dal sapore lo-fi e dagli arrangiamenti raffinati.

David Gallì