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Baustelle – I mistici dell’occidente

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Musica - Baustelle

L’ennesima prova di maturità del gruppo di Montepulciano. La verità è che già per cinque volte Bianconi e co. hanno alzato l’asticella della perfezione, dando una volta un’aggiustata ai testi un’altra alla musica. “I Mistici dell’Occidente” migliora in tutto. La musica è come al solito eterogenea e spiazzante ma, il tutto, regge anche grazie alla collaborazione di Pat McCarthy, già produttore di artisti come i Rem e gli U2.
Apre il disco L’Indaco, pezzo molto intimo tanto da sembrare una canzone liturgica. Proprio per apprezzare al meglio l’organo dell’introduzione conviene alzare il volume dello stereo anche se all’inizio di San Francesco, seconda canzone dell’album, si rischia di cadere dalla sedia visto lo stacco repentino dal clarinetto alle chitarre elettriche. La title-track ci propone una via di uscita per salvarci dalla società che ci circonda “disprezzando la realtà”. Le Rane è l’incontro di due amici vissuti in provincia che si confrontano con un filo di nostalgia e dolci riff di chitarra sullo sfondo. Gli Spietati, singolo di lancio ricorda, per il sound, La Guerra è Finita con l’aggiunta della tromba che, quasi impercettibile, dà ritmo e melodia. La Canzone della Rivoluzione sembra scritta negli anni ’70 e, manco a dirlo, richiama la rivoluzione in chiave rock ‘n roll.
La Bambolina scorre via su un ritmo martellante quasi da marcia per lasciare spazio a Il Sottoscritto, canzone d’amore accompagnata solo dal pianoforte. L’estate Enigmistica si candida ad essere il prossimo singolo vista la ritmica coinvolgente. Il disco si chiude con la dolce/amara L’ultima Notte Felice del Mondo con la bella voce di Rachele a farla da padrona.
I Baustelle probabilmente faranno la storia della musica italiana puntando sulla complessità di testi e musica, che non avranno forse un impatto immediato sul pubblico di massa ma, alla lunga, lo conquistano, lo fanno innamorare e non lo stancano mai.

Simone Brengola