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BLONDE REDHEAD

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BLONDE REDHEAD

23

4ad

2007 

Gemelli Pace, emigrati senza valigia di cartone, niente spago ma certo italiani, niente pini mediterranei, solo aceri canadesi prima di gettare conifere radici stelle e strisce. Passaggi. A New York il nipponico incontro, Kazu Makino e prima produzione targata Steve Shelley, batterista di quei Sonic Youth ai quali da sempre il terzetto viene accostato. Sempre passaggi, di produzione, di etichetta, di bassisti e così, tra un Guy Picciotto e una caduta da cavallo, per farla breve, arriva 23. Il numero, da sempre evocatore di fortunati orifizi, segna l?ennesimo passaggio, stavolta strutturale, intacca lo stile quel processo per il quale il songwriting si trasforma, dopo anni di sonica militanza, un po? come i sonici cugini. Il fiele si addolcisce, arriva un corno (SW), restano una flebile voce a mandorla, accordature aperte, tremolo e riverberi, ma la famigerata forma-canzone richiede sempre più spazio, e i gemelli l?accontentano. Alcune buone, ottime cose (23, Spring And By Summer Fall, Publisher, Top Ranking, My Impure Hair), dopo la scossa, album d?assestamento, modifica il paesaggio, cambia la forma, non la sostanza. Ancora una volta, gran bel lavoro davvero.

 

Marco Di Bella