Home Cultura Musica e Rumori di Fondo

Cooked: cotti e magnati

SHARE
cooked

Se questa rubrica ha lo scopo di segnalare band emergenti della scena underground romana e non, uno dei gruppi che merita una particolare attenzione sono i Cooked.

Band romana fresca fresca i cui componenti hanno già avuto il loro bel rodaggio in una cover band rock/blues. A marzo scorso, quindi, dopo il consueto assestamento di formazione hanno iniziato a farsi conoscere con questo nome cominciando a proporre pezzi originali.
Ma arriviamo alla musica: loro suonano un genere aperto a tante ramificazioni del rock, ma la base è decisamente lo stoner: riff di chitarra hard rock psichedelici e potenti, batteria possente ma non “lanciata”, basse frequenze e voce rauca e melodica.
Abbiamo parlato con Giancarlo (anzi Cangiarlo), voce e chitarra del gruppo che ci ha spiegato qualcosa sul loro suono, sulle loro influenze musicali e ciò che vorrebbero creare: ”Ognuno di noi ha le proprie influenze e cerchiamo sempre di farle convogliare al meglio nei nostri pezzi, il punto d’incontro rimane sempre Hendrix, infatti abbiamo tutti strumenti, ampli ed effetti risalenti a quell’epoca, per poi arrivare fino ai Kyuss, Queens of the Stone Age. Ci definiamo Stoner – (ma poi aggiunge alla parola il suffisso “ino”) – comunque peschiamo dal grunge, dal blues, dal funky e da un po’ tutti i nostri ascolti. Al momento sto ascoltando gli “Usa is a Monster” e temo che mi influenzeranno notevolmente nella stesura dei prossimi pezzi”.
La band è infatti in fase di registrazione, pronti a sfornare il loro primo album che conterrà 10 brani più una ghost track e che uscirà a settembre. Seguendo la bellissima filosofia del “do it yourself” fanno tutto da soli nel loro studio di registrazione, ma tengono importanti contatti con case di distribuzione europee e si appoggiano per il mastering a Carl Staff a Chicago. Precedentemente avevano già registrato un Ep a dicembre con quattro pezzi, ma in un solo anno sono riusciti a sfornare ben 10 tracce. E qui arriviamo al significato del nome della band. Cangiarlo spiega: “All’inizio era “Cooked and Eaten” “cotto e magnato” per intenderci, ed è un po’ la filosofia alla base del gruppo se pensi che in un anno abbiamo tirato giù 10 pezzi, poi si è tramutato semplicemente in Cooked per far prima”. Quindi, se è fondamentale per una band che fa sul serio creare bella musica, fare le mosse giuste, coltivare i giusti contatti, specialmente se in ambito internazionale, e crescere bene attraverso i propri mezzi, allora sembra proprio che i Cooked abbiano queste carte da potersi giocare rispetto ad altre band del sottosuolo romano. Considerare un gruppo anche dagli obiettivi che si pone ci fa rendere conto con chi si ha a che fare quando si ascolta un loro disco, o si va a vedere un live. Loro in questo momento vogliono registrare quest’album per settembre e creare nuovi pezzi, vogliono fare un tour in Europa e magari trovare un’etichetta che li supporti. Sembrano obiettivi seri. Ce la possono fare.

Marco Casciani

SHARE