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Date At Midnight: malinconiche atmosfere tra darkwave e post-punk

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I “Date at midnight” si sono formati a Roma nel 2007. L’attuale formazione prevede Daniele De Angelis alla voce, Pasquale Vico al basso, Francesco Barone alla chitarra e Francesco Mignogna alla batteria. Hanno pubblicato un omonimo Ep di debutto nel 2008 e poi l’album “No Love” nel 2011 per l’etichetta Manic the Pressure Record. Dopo cinque anni tra live e composizioni di nuovi materiali, nel 2016 la band ha pubblicato l’album “Song to fall and forget” ancora una volta per la MDP; il lavoro aggiunge un tocco di malinconia darkwave al loro sound goth-post punk, ampiamente apprezzato durante le apparizioni live realizzate in tutta Europa. Attualmente la band sta registrando un nuovo Ep con un’uscita prevista per l’autunno 2018. I DAM rappresentano una delle realtà dark nostrane più valide, ancorati alle atmosfere che nei primi anni ’80 resero famosi gli alfieri del movimento, identificando sotto tale definizione The Cure, Joy Division, Bauhaus, Christian Death, Southern Death Cult e pochi altri. È proprio a queste sonorità primogenite che i quattro ragazzi romani rimangono fedeli: suoni e linee musicali semplici se volete, ma profondamente destabilizzanti – specialmente per ciò che attiene alle linee di basso – dark nel senso migliore del termine, ancora pregne del piglio post-punk nell’impianto generale e mediati dal cantato allucinato di Daniele, perfettamente nel mood del genere. I quattro ragazzi si ispirano come detto a: Joy Division, Bauhaus, Type O Negative, The Cure e Nick Cave. Dopo l’Ep di esordio, il loro primo album alterna brani dalle sonorità di matrice USA nel segno dei seminali Christian Death, a canzoni ibride tra malinconica darkwave e potente rock gotico. Un discorso a parte meritano i brani in italiano con il cantante che mostra grande personalità; questo lavoro iniziale rappresenta una piacevole sorpresa. Il secondo album del 2016 è più maturo, solido, senza essere monolitico e ripetitivo. Al contrario, alterna momenti molto differenti, per lo meno nei primi brani, per poi uniformarsi nel finale perdendo un po’ di verve. La voce muta in una direzione più gothic-darkwave, così profonda e baritonale, non si discosta dai classici del genere. In definitiva, i Date At Midnight sono una realtà che, intelligentemente, declina la propria formula a seconda del brano, ora più vicino alla wave, ora a un punk venato di tinte scure. I romani hanno studiato molto bene la lezione degli anni Ottanta e non se ne discostano affatto. Già abbastanza in vista all’estero, i DAM possono rappresentare una delle migliori realtà di genere nei prossimi anni.

Guido Carnevale