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GRAVENHURST

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GRAVENHURST 

The Western Lands

(Warp, 2007)

Poi New York. Fredda architettura verticale, anche qui gli inverni non vanno tanto per il sottile. Il suono però, stavolta lo ignora. Gioventù ormai solo sonica, non più anagrafica, cinquant?anni, Thurston Moore chiama Steve Shelley, un nuovo album solista, a dieci anni da Psychic Hearts, Trees Outside The Academy ride spensieratezza tredicenne (Thurston @13), pura, bellezza dimenticata. Gli studi di J Macis (Dinosaur JR), la chitarra disturbata si fa acustica, la scrittura tende alla ballata, il folk, sul tappeto sonico non c?è Ranaldo, la polvere la fa dannatamente bene un violino (Samara Lubelski). La teenage riot ormai lontana, una particolare, velata dolcezza (Honest James, Silver Blue, la grazia di Never Light), le digressioni cariche d?elettricità ora sono un archetto e un?acustica che sembra banjo, le cadenze aumentano e scuotono senza offendere (Wonderful Witches, Off Work). L?omonima cavalcata a chiudere, il genio, i cambi, il crescendo finale, 25 anni di Sonic Youth nei sei minuti migliori dell?anno.


Marco Di bella