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I Deflore

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Industrial made in Rome

I Deflore, all’anagrafe Christian Ceccarelli (basso, groove, sample e snyth) e Emiliano di Lodovico (chitarra, synth e radio) sono una band romana attiva sulla scena underground da ormai 12 anni. Li conobbi tardi (mea maxima culpa!), in una splendida serata di aprile dello scorso anno in cui i padrini dell’Industrial metal, i leggendari Godflesh di Justin Broadrick, estasiavano il pubblico romano già appagato dalla performace di apertura dei due. Rimasi piacevolmente sorpreso nello scoprire che tra le tantissime (ed ottime!) proposte della scena musicale romana nate dal folk, hip hop, metal, alternative rock ci fosse finalmente qualcosa di terribilmente industriale. Personalmente li avrei relegati alla cultura electro-industrial, ma Christian Ceccarelli sottolinea che la band non si sia mai posta limiti di genere, come testimonia il nuovo concept album suddiviso in tre atti di prossima uscita pervaso da “improvvisazioni che spaziano tra atmosfere heavy, ambienti dub mescolati a palate di psichedelia”. L’album si chiamerà Spectrum e sarà caratterizzato da 3 distinte uscite: il primo sarà SPECTRUM Epicentre, al quale faranno seguito SPECTRUM Parallel e SPECTRUM Antipode. “Abbiamo approfondito la conoscenza e l’utilizzo dei sintetizzatori e dell’elettronica in genere – ha dichiarato la band – e abbiamo deciso, di comune visione con la Subsound Record, di pubblicare un album che riuscisse a rappresentare le moltepici sfaccettature del nostro suono. L’unico modo per farlo era dividere tutto il materiale accumulato in 2 anni in tre macro generi: Industrial, Dub ed Elettronica”. 

SPECTRUM Epicentre vedrà la luce a settembre e le sue tinte industriali math rock con spiccati elementi noise saranno un proseguimento naturale della produzione da “Human Indu[B]strial” (2006 ristampato nel 2008 per il mercato statunitense con le aggiunte di due inediti), passando per “Egodrive” (2008) fino a “2 degrees of separation” (2010). La band si forma nel 2004 quasi per gioco: “Era una sessione di improvvisazione organizzata per passare un semplice weekend tra amici, l’unico punto fermo era fare musica senza ricorrere a elementi esterni come un batterista ed una voce”. Ed è proprio l’assenza della voce a rendere questo progetto immediato e concreto senza l’influenza di mood vocali. Chiedo a Christian di citarmi i 5 album che più hanno avuto un’influenza sul loro percorso: “Io ed Emiliano siamo stati influenzati da una miriade di band e generi completamente differenti l’uno dall’altro, ma, personalmente, solo per citare 5 dischi direi: Ministry – Psalm 69: The way to succeed and the way to suck eggs; Neurosis – The eye of every storm; Unsane – Occupational Hazard; Ulan Bator – Polaire; Massive Attack – Mezzanine.

La poliedria stilistica rincorre la continua ricerca del suono perfetto, dei passaggi e dei percorsi sonori uniti alla distorsione strumentale che rendono questo progetto un esperimento in continua evoluzione.

Per accostarvi all’ascolto di questa interessantissima band suggeriamo le atmosfere rumorose costruite in “Trilogy of Gas” (l’omaggio al capolavoro di Park Chan-wook “Old Boy” è una perla!) o lo psicodelirio caldo e avvolgente di “Emostatico”.

Guido Carnevale e David Gallì