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Interrogatorio ai Masoko

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RUMORI DI FONDO - masoko

Questo mese abbiamo intervistato i Masoko, pop band romana che passo dopo passo sta diventando sempre più cool.

Al loro secondo lavoro per Snowdonia Records, ovvero “Masokismo”, dimostrano di essere uno dei gruppi più originali della scena indipendente italiana, e i motivi sono semplici: la commistione di generi (spaziano dal pop, al rock, alla new wave, alla dance), lo stile, ma soprattutto l’autoironia. Fate attenzione alle ultime due risposte infatti, che racchiudono in poche righe l’essenza del gruppo.

Ciao Davide, Alex, Ivana, Simone! Parliamo dell’ultima uscita: “Masokismo” ha avuto buone critiche, in molti l’hanno considerato un salto di qualità, anche grazie alla collaborazione con Giorgio Canali, come sta andando?

Ci sta regalando molte soddisfazioni. Abbiamo notato che il numero dei seguaci masokisti è aumentato e soprattutto si è diversificato. Probabilmente è un disco che arriva a più persone, anche molto diverse tra loro. Consideriamo “Masokismo” un disco di transizione molto importante nella nostra storia. Il prossimo album, non a caso il terzo, sarà rivelatore. Ma per ora Mistero.

 

Voi avete iniziato 10 anni fa se non sbaglio… Cosa avevate in mente all’epoca e a cosa puntate ora che in molti vi conoscono e vi considerano una band originale? Avevate fin da subito l’idea di formare una band con queste precise influenze musicali (new wave, punk, post-punk, dance ecc…)?

Non ci siamo mai messi bene a pensare a ciò che volevamo fare, abbiamo direttamente fatto e osservato ciò che ne veniva fuori. Sicuramente i generi che citi ci piacciono e di un paio ne siamo in qualche modo seguaci ma il potere delle canzoni va oltre qualsiasi definizione. Crediamo che continueremo intimamente a sentirci wavers anche quando magari arriveremo a fare esclusivamente house music.
Certe passioni toccano l’animo ancora più che l’estetica.
Ora? Vogliamo essere una band contemporanea consapevole di vivere e suonare nel secondo millennio con tutto ciò che musicalmente questo comporta.

Il nome Masoko è un riferimento alla canzone dei Police Masoko Tanga?

Non abbiamo mai nascosto la devozione nei confronti dei tre poliziotti. Il nome però è più un omaggio ad una città della Tanzania che si chiama appunto Kilwa Masoko. L’Africa è sempre stata molto importante per la nostra musica, del resto tutto ha origine da lì.

Qualche anticipazione?

Si tratta del video del nostro prossimo singolo: “Non devi aver paura”.
Questa estate abbiamo suonato al MI AMI a Milano e pochi giorni dopo stiamo stati contattati da questo giovane regista: Stefano Poletti, che diceva di essere stato molto colpito dalla nostra esibizione e voleva girare un video per promuovere il disco appena uscito. Ovviamente abbiamo accettato. Solo dopo abbiamo scoperto che Stefano ha già diretto diversi ormai celebri videoclipi come “Charly fa surf” dei Baustelle e “Figlio di puttano” dei Zen Circus. Il video sarà pronto per l’inizio di novembre (è stato presentato ieri, n.d.r.)

Cosa pensate delle band romane degli ultimi anni? Roma offre tanti eventi underground dove scoprire gruppi del sottobosco che sorprendono per la freschezza e sincerità del proprio lavoro… Siete d’accordo oppure notate una certa superficialità nello stile, nella musica, nei gusti del pubblico?

Non crediamo di essere in grado di giudicare ciò che è superficiale e ciò che non lo è, anche perché in genere consideriamo la superficialità un valore aggiunto e non un demerito. Per essere sinceramente superficiali di questi tempi ci vuole un talento non comune.

E’ vero che…?

Basta così grazie.

Marco Casciani
Urloweb.com

 

 

 

Ecco il nuovo video dei Masoko,”Non devi aver paura”