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La musica per il cinema di Marco Valerio Antonini

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Tra gli esperti studiosi del settore audiovisivo c’è chi considera il suono, e non le immagini, il vero cuore di un film: lo spettatore al cinema percepisce il film, il succedersi degli eventi e l’universo dei personaggi, più con le orecchie che con gli occhi.

Sembra un’affermazione audace eppure un regista una volta ha affermato che per fare un film servono solo immagini e musica. In questo senso la figura del compositore è fondamentale. Assieme al regista, allo sceneggiatore e al montatore è considerato uno degli autori (in senso artistico) del prodotto finale considerato che la storia, la messa in scena, il ritmo e l’accompagnamento musicale sono gli elementi fondamentali di un film.

Questo mese abbiamo deciso di distaccarci dalla scena underground romana per parlare di Marco Valerio Antonini, classe 1990, compositore di colonne sonore. Antonini si è formato studiando Composizione Sperimentale presso il conservatorio di musica di Roma “Santa Cecilia”, mostrando fin dall’inizio degli studi una forte predilezione per la musica applicata. Frequenta in seguito la Masterclass di composizione per il cinema “Fotogrammi e Pentagrammi”, sotto la guida del maestro (premio Oscar) Nicola Piovani e la Masterclass/Laboratorio di Musica Applicata per il Cinema del maestro Antonio di Pofi. Dopo aver frequentato anche la Masterclass sulla composizione per fisarmonica Bajan, comincia a realizzare musiche per diversi cortometraggi. I suoi lavori più importanti sono stati la colonna sonora realizzata per il bellissimo cortometraggio “La Legge di Jennifer” di Alessandro Capitani, vincitore di alcuni concorsi internazionali e presentato al Festival del Cinema di Roma nel 2012, le musiche per il cortometraggio “L’Alba della Libertà”, scritto e diretto da Emanuela J. Morozzi, in occasione dei 140 anni dalla nascita di Giuseppe Mazzini e la colonna sonora per il documentario “Profezia” su Pier Paolo Pasolini, per la regia del prof. Enrico Menduni, invitato alla 70^ Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, nella sezione Venezia. Quest’ultimo è stato proiettato di recente al Palazzo delle Esposizioni, mentre personalmente ho avuto modo di visionare gli altri due cortometraggi citati: concentrarsi da spettatore sulla colonna sonora di alcune sequenze, non fa che dimostrare la tesi che considera la colonna sonora fondamentale per trasmettere emozioni e dare ulteriore senso artistico ad una sequenza cinematografica. Di Antonini si percepisce subito la professionalità e l’originalità delle composizioni che non eccedono mai, ma si accostano perfettamente alle immagini e a ciò che raccontano i protagonisti.

In questo periodo Antonini ha concluso la composizione musicale per un nuovo documentario di Cinecittà Luce: “Notari. La voce di un italiano”, realizzato in occasione dei 90 anni dell’Istituto Luce e sempre per la regia di Enrico Menduni. Potete ascoltare quasi tutti i suoi lavori sul suo sito personale www.marcovalerioantonini.com

Marco Casciani