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La sfida dei Big Kauna

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big kauna

Questo mese abbiamo dedicato il nostro spazio ai Big Kauna, interessante band romana che unisce il rock americano degli anni ’90 ai testi in italiano: una sfida non semplice.


Ma cominciamo subito: cosa vi ha spinto a formare una band con questo tipo di impronta?
Chi più chi meno siamo tutti cresciuti con il rock anni ’90 nel cuore. Dai Guns‘n’Roses ai Muse abbiamo subito diverse contaminazioni, anche se probabilmente il genere che più ci ha influenzato è il grunge di Seattle della prima metà degli anni ‘90 ed in particolare i Pearl jam. La nostra sfida è quella di fondere questo sound, prettamente americano, con la lingua italiana e sfatare il luogo comune che la lingua inglese è l’unica adatta al rock, il tutto senza imitare nessuno o ponendosi dei limiti di creatività.

Come procede “l’ascesa”?
Parlare di ascesa è un po’ prematuro, siamo ancora agli inizi, siamo stati per quasi un anno in garage, nel vero senso della parola, componendo e arrangiando brani originali. A novembre abbiamo registrato quattro brani per farci un’idea di come girano le canzoni.
Quindi è questo ciò a cui state lavorando? Dal Myspace (www.myspace.com/bigkaunarock) sembra di capire che siete in fase di registrazione…
Si, e il risultato immediato sono stati due concerti, a distanza di 15 giorni qui a Roma, che hanno dato seguito a serate singole in Unplugged e alla partecipazione di manifestazioni come “Tube Station”. Attualmente stiamo terminando l’arrangiamento di un’altra decina di brani, che dovrebbero far parte del nostro primo album. Nei prossimi giorni sottoporremo il lavoro a un’etichetta discografica romana, con cui abbiamo già collaborato, nella speranza di concludere il tutto positivamente e metterci al lavoro sull’LP vero e proprio.  L’idea è quella di una co-produzione di un CD di 10-12 pezzi.

E trovate difficoltà a proporre la vostra musica nei vari club della Capitale?

A Roma ci sono tanti locali, non tutti però permettono una resa live che dia giustizia a un determinato tipo di musica anche perché noi puntiamo molto sulla potenza del nostro suono che dal vivo è ancora maggiore. In Italia manca un po’ la cultura che c’è in altri paesi rispetto alla musica originale e questo può rappresentare un ostacolo, ma noi crediamo in quello che facciamo e speriamo che il lavoro prima o poi paghi.

Una domanda che faccio sempre… Come vi sembra la scena, se c’è una scena secondo voi, dei gruppi emergenti romani, specialmente di band vicine a voi come genere musicale, quindi rock, alternative rock, grunge e via dicendo?
Ci è capitato più volte di assistere o condividere serate con altri gruppi, una recentemente al Walla Walla qui a Roma. La scena c’è ed è molto ricca, ci sono tantissime band che stanno tentando come noi di promuovere la propria musica. Abbiamo molti amici musicisti che dedicano gran parte del loro tempo a questa passione, sperando che diventi un mestiere, e che meriterebbero di essere sentiti. 
Per chi fosse interessato ad assistere ad un loro live, il 30 Aprile prossimo suoneranno al Mads di S. Lorenzo!

Marco Casciani