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Le stanze di Bacco: ebbri di rock

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Musica psichedelica, improvvisazioni, ritmi funky, hard rock, blues, progressive, jeans strappati, capelli lunghi, acuti acidi,aggressività, dolcezza, batteria incalzante, fluidità sonora, didjeridoo, fiati: tutto questo sono “Le Stanze Di Bacco”, quattro ragazzi che vivono a Roma ma hanno origini pugliesi.

 

Quello loro è un sound davvero particolare, sottolineato dai testi in italiano, cosa molto rara ultimamente, tra i giovani musicisti,  soprattutto per un genere che si ispira all’hard rock e al funky degli anni ’70 e ‘80. Si può sicuramente dire che hanno raggiunto quella fase nel quale una band si crea uno stile proprio e ben definito, una personalità che poi diventerà l’anima del gruppo e il segno di riconoscimento rispetto a tante altre band. Questo stile (o personalità) è reso da una sezione ritmica molto potente che fa da base a melodie acide e liriche allo stesso tempo:  basso e batteria danno sostegno ai brani con i loro movimenti ricercati mentre i riff infuocati della chitarra si intrecciano alla voce con finezza e senza lasciare spazio a nessuna banalità. Si sanno muovere bene con le sperimentazioni sonore: gli effetti per chitarra, i fiati, l’uso del didjeridoo, l’armonica e i tappeti sonori particolari, ne sono la dimostrazione. Ultimamente poi stanno collaborando con Attilio Errico, sassofonista affermato della scena Reggae, proveniente anch’esso dalla puglia , ma anche da esperienze musicali decisamente diverse, espandendo il melting pot del gruppo.
Dal vivo offrono uno spettacolo interessante, danno sicuramente il meglio di loro stessi puntando molto sullo show, grazie anche all’estro del cantante Angelo (simpatico, molto rock’n’roll, dalla voce potente e che ricorda vagamente anche nelle movenze, un certo Steven Tyler di cui qualcuno avrà sicuramente sentito parlare).
Un’importanza rilevante è data poi dalla presenza del bassista cubano Victor Quinones, l’ultimo ad arrivare ed estraneo fino a quel momento al rock ma proprio per questo portatore di un sound particolare nella band, e che assieme al batterista Andrea, come già detto, dà quel ritmo incalzante ai brani.
Chiacchierando con Gennaro, il chitarrista e curatore dei tappeti sonori, ci ha tenuto a dire: “molte delle nostre composizioni nascono dall’improvvisazione, diversi nostri brani parlano di scene quotidiane vissute per strada, in casa, in macchina, dappertutto. Questo è il nostro spirito compositivo, non ci prendiamo mai troppo sul serio, ma non disdegniamo di dimostrare anche il nostro lato paradossale! Ognuno di noi costituisce una stanza, un colore,un arredamento, un particolare, un modo di pensare, un  punto di vista, una storia, un modo di comportarsi…. ma soprattutto un modo di suonare. Lasciamo circolare le vibrazioni ritmiche nelle nostre stanze,quelle del corpo, della mente e le codifichiamo in musica, in movimento, in un concerto.
Bacco lo conosciamo tutti, abbiamo voluto rendergli omaggio in quanto simbolo della libertà d’espressione che lui raggiungeva tramite l’ebbrezza alcolica, noi la raggiungiamo tramite la nostra musica e i nostri baccanali sono i nostri concerti”.
Una spulciatina sul loro myspace www.myspace.com/lestanzedibacco vi potrà dare un’idea della loro musica. Tra l’altro, è presente sul sito anche la loro “hit” di punta, “Fiori in Aprile” della quale è stato girato anche un videoclip.

Marco Casciani