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Lonnie Holley – MITH (2018)

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Lonnie Holley è un artista afro-americano nato nel 1950 a Birmingham, Alabama, noto nel mondo dell’arte per le sue installazioni e sculture realizzate con materiali di recupero e per il potere rivoluzionario delle sue visioni, oltre che per la vita e carriera, decisamente travagliate. Holley, infatti, ha vissuto di stenti fino alla fine dei ’70 e, settimo di ventisette figli, si dice fosse stato dato in cambio di una bottiglia di whiskey.
“Mith” è il terzo album di Lonnie Holley, il primo per Jagjaguwar Records dopo due album pubblicati per Dust to Digital, e ancora una volta l’artista riesce ad approcciare la musica con uno stile unico, personale ed originale.
La tecnica pianistica minimale viene condensata dallo stile recitativo che nasce, inevitabilmente, da un desiderio e un percorso di coscienza; il disco è alienante e a un primo ascolto lascia senza alcun punto di riferimento, mentre a un secondo ci si rende conto che l’intero lavoro regge la sua ossatura su intuizioni soul clamorose e amore per l’avanguardia, senza tralasciare le origini del jazz e blues primordiale.
Per il nuovo album ci sono voluti oltre cinque anni di lavoro e diverse registrazioni in giro per il mondo: Porto in Portogallo, Cottage Grove nell’Oregon, New York City e Atlanta, città adottiva di Holley. Al disco hanno partecipato artisti in veste di guest creativi di livello eccelso come: Laraaji, il duo jazz Nelson Patton, il compianto Richard Swift, il sassofonista Sam Gendel e il bassista Shahzad Ismaily.

David Gallì