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Optional Mood – EP Autoprodotto

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Gli Optional Mood sfornano il loro primo EP autoprodotto. Cinque esplosivi brani di sano punk rock in stile californiano. Melodia e ritmo serrato, chitarre distorte, basso dritto e compatto e attitudine punk melodica.


Hanno iniziato come tante band, incontrandosi tramite il web, suonando in sala prove per qualche cover, per poi iniziare a comporre. Tempo fa li avevamo definiti power punk, e sebbene le definizioni sono sempre dei paletti che spesso limitano più che stimolare, rende molto bene l’idea: sono una band in crescita, che porta avanti un genere che era in voga alla fine degli anni ’90.

Essere adolescente a Roma negli anni ’90 e negli anni zero per alcuni è anche stato girare in skate all’Eur, comprare cianfrusaglie e toppe dallo “Zoppo” a Termini, indossare Vans, ascoltare gruppetti punk italiani che parlavano di pseudo-ribellione, ascoltare band americane di ultramiliardari che portavano avanti il sogno americano a suon di rock’n’roll e Mtv. Poi un giorno cresci. Ma se, da buon romantico, decidi di mantenere ciò che di positivo ti aveva dato l’adolescenza?

Quel matto di Richard Hell una volta disse a quel matto di Lester Bangs: “Parte della forma del rock è avere il coraggio delle proprie convinzioni adolescenziali e fare cose che sarebbero trasgressive e imbarazzanti per molta gente, ma costituiscono buona parte del tuo fascino agli occhi del tuo pubblico, perché gli piace vedere gente che ha il coraggio di rivoltarsi come un calzino davanti a tutti […] Non me ne frega un cazzo se qualcuno dice che sono un idiota: scelgo consapevolmente di allontanarmi da quella gente – così Bangs gli chiese se questa non fosse una ritirata, ed Hell rispose – “È l’opposto: è un processo di aggressione. Se non lo fai, allora ti stai ritirando”.
Presenti su tutti social network come facebook, twitter, myspace potete anche trovarli online su youtube e magari godervi l’ottimo videoclip del brano, quasi un singolo praticamente, “Personal Opinion”.

Marco Casciani