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Progetto Kevlar: rock-band o striscia a fumetti?

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Decisamente interessanti questi Kevlar Project, trio romano nato dalle ceneri di un altro gruppo già attivo e ben avviato all’interno della scena romana.

Due chitarre e una batteria: una dichiarazione d’intenti che fa riflettere su diversi aspetti del fare musica.
Il primo pensiero che viene in mente è la praticità, ovvero buttare giù i pezzi e fare di necessità virtù senza rimanere chiusi in preconcetti che ostacolano la sperimentazione, la crescita. Allora ecco che l’assenza del basso si trasforma in una spinta originale, un modo personale di arrangiare i pezzi. Certo, starete pensando che loro non sono il primo gruppo ad aver “tralasciato quello spettro di frequenze” tirando fuori roba particolare. E infatti il loro essere originali va contestualizzato.
Siamo in ambito italiano nel senso che si sta parlando di una band legata (tra le altre cose) a suoni tipici di gruppi come Verdena e Afterhours. La scelta di comporre testi nella nostra lingua è sempre coraggiosa: non ci si rifugia nel ben più musicale e fichissimo inglese e si tenta la strada del comunicare sentimenti attraverso una lingua che da decenni si è incastrata perfettamente ad un genere neomelodico. Ne consegue che fare rock in italiano e rimanere ben ancorati ad uno spirito alternativo richiede trovate molto originali. Quello che viene da pensare ascoltando i brani da loro registrati, in particolare il pezzo di punta “Divorare l’Aria”, è che i tre non scadono in questo genere fintamente alternativo, ma realmente mantengono una certa potenza (vengono in mente i Mogway, i QOTSA e il grunge) con il cantato in italiano.
Inoltre, altro punto di partenza del gruppo, è il porsi non come band ma come progetto aperto a collaborazioni, sperimentazioni e altre espressioni artistiche. Ad esempio il Kevlar Project trasforma i tre musicisti in una serie di comic-strip di genere comico e grottesco in cui i protagonisti, ottenuta l’invulnerabilità per motivi non meglio specificati, si ritrovano coinvolti nelle più strane situazioni da cui escono più o meno illesi grazie, appunto, alle loro capacità (Davide Toffolo docet).
E visto che stiamo parlando di una band emergente, un po’ di curriculum non fa male anzi serve a capire il livello raggiunto da questo power trio romano nel corso degli anni. Nel mese di Luglio scorso infatti hanno aperto il concerto dei Bud Spencer Blues Explosion (duo rock-blues romano formato dall’immenso chitarrista Adriano Viterbini e dal batterista Cesare Petulicchio) al Locura Music Fest 2011 e a Ladispoli la serata degli Almamegretta (leggendario gruppo reggae nostrano) alla Festa della Birra di Ciciliano.
Se vi siete incuriositi leggendo queste righe potete fare un salto sul loro myspace (www.myspace.com/kevlarprojectmusic) e ascoltare i loro brani in modo da potervi fare un’idea personale o aggiungerli su facebook (www.facebook.com/kevlarproject) per essere aggiornati più facilmente sui loro concerti.

 

Marco Casciani

 

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