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Pulp – Different Class

Dodici brani sempre in equilibrio tra le fragranze pop anni ‘90 e le melodie anni ‘80

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Quinto album della band britannica dei Pulp, viene pubblicato nel 1995 dalla Island Records. È anticipato vari mesi prima dal singolo: “Common People” e da una trionfale apparizione al festival di Glastonbury. I Pulp, che calcavano già la scena indipendente da almeno dieci anni, con “Different Class” fanno decisamente il salto di qualità. Esso si compone di 12 brani sempre in equilibrio tra le fragranze pop anni ‘90 e le melodie anni ‘80, stile Roxy Music o David Bowie. La band di Sheffield è in stato di grazia e il cantante Jarvis Cocker si rivela un paroliere molto abile. Le due hit del disco sono sicuramente: “Disco 2000” e “Common People”, perle radiofoniche di rara bellezza e ironia; divennero, col tempo, veri e propri inni generazionali. Le canzoni cosiddette “minori” sono dei gioiellini a cominciare da: “Monday Morning” e “Mis-shapes” (inno di riscossa per nerd sopraffatti da cinici modelli sociali dominanti). Ottimi arrangiamenti e voce sempre più suadente di Cocker in “Underwear” e “Pencil Skirt”. Menzione speciale va fatta per la tenebrosa “Feelingcalledlove” e “Bar Italia”, famoso ritrovo di nottambuli a Soho. Le nuove e attuali generazioni indie dovrebbero essere debitrici ai Pulp, un’influenza silente la loro, che di colpo è sbocciata grazie a questo delicato, sarcastico e stimolante album. “Different Class” è capolavoro e manifesto anni ‘90, nel quale Cocker seduce con la voce e le liriche, ma anche con il suo inarrivabile stile. Credo, infine, che siano stati il gruppo della scena brit-pop a dar maggior voce alla realtà dei giovani proletari britannici e non.

Guido Carnevale

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