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Quattro chiacchiere con i Naomi Punk

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Abbiamo intervistato i Naomi Punk, una band che sembra partire proprio dalle sue origini geografiche per tentare di dare una risposta originale e uno stile musicale nuovo. Il loro ultimo album “The Feeling” è stato recensito da noi nel numero 101 di Urlo, in uscita nei prossimi giorni.

A mio avviso le vostre canzoni sono influenzate dale band grunge, ma avete mantenuto una certa originalità nel vostro lavoro. Come pensate che il grunge abbia influenzato il vostro sound? E il punk?

Non crediamo di essere più influenzati dal grunge che da altro, veramente. Non penso che abbiamo affatto aderito all’estetica del grunge. Il grunge mi fa pensare a dei tizi ultra virili che improvvisano e fanno assoli, che non totalmente la nostra atmosfera. Il nostro approccio alla musica è stato più influenzato dai This Heat che dai Green River. Persino i Nirvana, che le persone considerano essere il gruppo grunge canonico o qualunque altra cosa, non è veramente, anche quello, grunge, almeno per me. È più come una considerazione pop del concetto punk hardcore degli anni ’80, che è ciò che li rende unici e speciali. Il punk è totalmente filosofico. È il perché facciamo musica.

Le vostre canzoni sono molto noise, in particolare per la collisione tra parti calme e altre più forti, più che per un ‘rumore’ continuo. Cosa pensate del concetto di ‘noise’?

Il noise è cool! Credo che siamo più dinamici del noise di per sé. Il di manismo è una cosa bella e divertente da esplorare nella musica. Noi alterniamo molto il “piano e il forte” nella musica. Il volume è molto importante nell’approccio all’esperienza musicale delle persone. Una volta gli amplificatori arrivavano ad un certo volume, e si poteva notare la differenza. È come se il tuo corpo stesse comunicato con le vibrazioni o altro. Ma non puoi mai forzare le persone ad ascoltare il tuo disco al volume alto che si vorrebbe, e questo è sempre frustrante.

Le band grunge spesso hanno testi davvero pessimisti. Credo, però, che voi siate differenti per quel che riguarda questo stile di composizione. Volete dare una visione positiva del mondo e della vita con le vostre canzoni?

Si, in un certo senso. La musica può essere magica e spero che gli altri possano sentirlo, perché c’è un sacco di sentimento. Cantare e suonare queste canzoni è veramente spirituale e personale. Insomma, proviamo a non essere pessimisti su qualsiasi cosa.

Se poteste scegliere di prendere parte ad una colonna sonora di un film (come i Chromatics in Drive) che tipo di film scegliereste? Quale regista apprezzate di più?

David Lynch indubbiamente. Forse preferiremmo fare una serie Tv con lui, tuttavia. I suoi lavori sono così soddisfacentemente bizzarri e sempre appassionati. Ha avuto una grandissima influenza su di noi.

Avete in programma concerti in Italia per il 2013?

Lo vorremmo veramente! Non abbiamo ancora show in programma, ma speriamo di averne presto!

Marco Casciani