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Sadside Project: dalla Capitale con rumore

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Pare si stiano muovendo bene i Sadside Project, un nome che sicuramente avrete sentito perché è già da un po’ di tempo che se ne vanno a zonzo e si sono già fatti e rifatti quei quattro/cinque live club della Capitale utili ad avere un minimo di visibilità. 

Partiamo subito con le info di routine: fanno garage blues, sono Gianluca Danaro alla chitarra e alla voce e Domenico Migliaccio alla batteria, già attivo in diversi progetti (ad esempio i Badtime For Charlie). Sono solo in due: una cosa bella oltre che tipica del rock di questi tempi, perché pare che dagli anni ‘90 ci sia stata una certa tendenza che vedeva formazioni sempre più sintetiche, riassunte, condensate. Si è andati “a scalare” per quanto riguarda le formazioni rock. Infatti, il power trio è anni ’90: pensate ai Nirvana, ai Muse, ai Green Day, ai Blink 182, ecc… il duo è anni zero: White Stripes, The Black Keys, Lightning Bolt, solo per citarne tre. Gli One Man Band rimangono ancora troppo “artisti di strada”, troppo emarginati, ma a questo punto vien da pensare che tra un paio d’anni, verso il ‘15/’18 cioè quando scoppierà la Terza Guerra Mondiale perché la storia è circolare, la vera moda saranno gli One Man Band. 

A proposito di guerre, abbiamo dedicato lo spazio di questo mese ai Sadside perché hanno sfornato il bellissimo “Winter Whales War”, il loro secondo lavoro, che poi vorrebbe dire tipo “La guerra d’inverno delle balene”, credo. La loro prima uscita fu “Fairy Tales” del 2011 per Jestrai, mentre questa seconda fatica è firmata Bomba Dischi, Audioglobe e Rough Trade. 

Protagonisti di questo viaggio fatto di dieci brani sono il mare sconfinato, i pirati, le guerre, le balene di Herman Melville e le poesie di Walt Whitman. Si passa dal country alla Johnny Cash a quel garage tipicamente psichedelico. Tra l’altro la voce mantiene lo stile Cash per tutto l’album. Ci sono momenti festaioli, momenti più riflessivi e picchi di noise grazie alla chitarra, al fuzz al delay e ad una batteria più pressante.

Il loro è stato un percorso interessante: con Fairy Tales l’Italia cominciò ad accorgersi dei Sadside grazie al tour di Joe Lally dei Fugazi per il quale aprirono le 10 date italiane. Poi i Verdena li invitarono ad aprire le date di Roma e Firenze del loro Wow tour. Da quel momento molti dei live che si susseguirono fino ad oggi furono assieme a Roberta Sammarelli dei Verdena, che contribuiva col suo basso nei live del duo blues romano.

Dopo Fairy Tales rilasciano una cassetta (che fa sempre fico/vintage/furbacchione) e poi si chiudono in studio per tutto il 2012. 

Come chiusa volevo aggiungere che quando unisci così tanto l’aspetto visivo a quello musicale hai vinto, perché fai proprio quello di cui un eventuale ascoltatore ha bisogno, una leggera “fissa”, e in questo l’aspetto visivo conta tantissimo. Un po’ la funzione che hanno i loghi per i marchi. “Winter Whales War” è come un acquerello: il mare, le balene, la poesia, l’azzurro che è il colore predominante come si può vedere anche dalla copertina, si incastrano perfettamente con quel “poppettino” rock festoso guidato da una voce country alla Johnny Cash.

Marco Casciani

 

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