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Spiritual Front: l’eleganza del contrasto

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Gli Spiritual Front nascono da un’idea e da un progetto solista di Simone “Hellvis” Salvatori, al quale, con il passare degli anni, si sono affiancati in pianta, più o meno stabile, altri musicisti.

La band nasce dall’archetipo di contrasto tra luce ed oscurità, tra le sonorità dei percorsi più oscuri e sperimentali di scuola gothic neofolk e una luminosa eleganza che strizza l’occhio allo stile impeccabile degli Swans, di Scott Walker o ancora di Nick Cave; il nome stesso suggerisce questa disarmonia: “Spiritual”, nell’accezione trascendente ed eterea, contrapposta al “Front”, intesa come azione in termini materiali.

Già con l’esordio del 1999 “Songs for the will” ed il successivo “Nihilist cocktails for Calypso Inferno” del 2001, l’intuizione musicale di Salvatori solleva le curiosità degli appassionati del genere e la band comincia a entrare stabilmente nei circuiti dei più gettonati live club europei. Nel 2005 la loro prospettiva si evolve e la loro strada si incrocia con quella di una band di culto del genere come gli Ordo Rosarius Equilibrio, insieme ai quali producono uno split, “Satyriasis”, che è la perfetta unione tra l’indie selvatico e il dark folk. Ma il successo su ampia scala arriva nel 2006 con l’uscita di “Armageddon Gigolo”, disco che riceve critiche entusiastiche dalla maggior parte delle riviste di settore fino a essere considerato come uno dei dischi dell’anno. Il tour seguente li porta, in pratica, non solo a toccare tutti i paesi europei (Italia, Germania, Paesi Bassi, Spagna, Portogallo, Regno Unito, Danimarca, Svezia, Lituania, Polonia, Russia, Svizzera), ma soprattutto a esibirsi su palcoscenici di prestigio mondiale come l’Heineken Jammin’ Festival ed il Gothic Treffen.

La peculiarità di “American Gigolò” sta nel tributo alla più raffinata cinematografia internazionale, infatti il disco viene prodotto e registrato in collaborazione con gli elementi dell’orchestra di Ennio Morricone, nello stesso studio dove Abel Ferrara è solito registrare le sue colonne sonore, e durante i loro live è di rito l’accompagnamento in immagini tratte da film di Pier Paolo Pasolini, Martin Scorsese, Rainer Fassbinder, Sergio Leone.

Al lavoro del 2006 seguono “Rotten Roma Casino” (2010) e “Black hearts in black suits” (2013), non prima di aver partecipato alla realizzazione delle colonne sonore della serie “Las Vegas” e del lungometraggio “Saw II – La soluzione dell’enigma”, con il brano “The gift of life”.

Per accostarvi a questa band consiglio le tracce “Hey Boy”, “Soul Gambler” e “Darkroom Friendship”.

David Gallì