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The Drums – The Drums

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I The Drums incarnano alla perfezione lo stereotipo della band esteticamente molto “cool” ma che a livello musicale ha ben poco da dire. Oggi però questo sembra pagare e anche molto bene. Dopo il successo di Control (film sulla vita di Ian Curtis) c’era da aspettarselo un gruppo ispirato ai Joy Division. Stupisce solo che i Drums vengano da New York e non da qualche triste sobborgo di Albione. 
Premesso che di originale in questo disco c’è ben poco a partire dal titolo, lo stesso del gruppo, i Drums non sono tutti da buttare. Sicuramente uno dei punti di forza è il cantante, Jonathan Pierce, non tanto per la sua voce quanto per il suo stile e comportamento sul palco. Capace di ballare per l’intero concerto, Pierce sembra la versione più gay e meno epilettica di Ian Curtis, nonostante tutto però è coinvolgente e, in questo periodo, non è poco.
Altra qualità del gruppo è quella di saper copiare bene e non è un eufemismo. Non è banale fondere atmosfere cupe post-punk e new wave con voce e testi estremamente pop e ritmi che, a volte, si spingono verso il surf rock come nel singolo Let’s Go Surfing. Best Friend è una delle canzoni più riuscite, ricorda molto gli Smiths, ed ha un testo superiore alla media del disco. Ritornello estremamente pop per il secondo singolo estratto Forever and Ever Amen che sembra voler dare una scossa alla monotonia dell’album come anche la lentissima Down By The Water. Purtroppo non ci riescono le canzoni e non ci riescono i Drums a fare qualcosa di creativo e diverso. Sicuramente un disco piacevole da ascoltare in estate o durante un viaggio per canticchiare e passare il tempo. Un disco adatto per ballare viste le ritmiche ma scordatevi un album da ascoltare in cuffia o, in generale tutto insieme. I Drums vanno presi così, ascoltati con leggerezza, un singolo alla volta, ogni tanto, per un po’ di allegria.

Simone Brengola