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The Strokes – Angles

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Ultimo lavoro deludente

Parlare degli Strokes non è mai facile, i sentimenti possono sbilanciare il giudizio facendolo protendere velocemente in direzioni o molto critiche o di esaltazione. La verità, come spesso accade, sta nel mezzo come anche questo “Angles” che non sa se essere un disco solista di Julian o un lavoro di insieme ma, soprattutto, non sa se essere un disco di buono o di medio livello.
Quando si compra un disco degli Strokes, dall’uscita di “Is This It” in poi, è lecito aspettarsi un capolavoro o comunque un disco innovativo. È il peso dei grandi gruppi, essere famosi e rispettati comporta avere l’obbligo di non poter mai sbagliare. Questo quarto lavoro della band invece delude. Parliamoci chiaro, chiunque avesse fatto uscire questo disco dal nulla sarebbe stato osannato ma se ti chiami The Strokes queste 10 tracce non bastano.
L’aspetto più preoccupante è la mancanza di inventiva. Dopo anni in cui l’industria musicale ha scopiazzato dagli anni ’80 speravo che proprio i 5 di NYC potessero partorire un nuovo corso ed invece ci ritroviamo ad ascoltare sonorità simili a “Phrazes for the Young”, album solista di Julian Casablancas uscito 2 anni fa.
“Under Cover Of Darkness”, singolo di lancio e pezzo da radio, è assolutamente in linea con la precedente produzione del gruppo. La stessa immediatezza si ritrova in “Machu Picchu”. “Two Kinds Of Happiness” e “Taken For A Fool” sono due pezzi buoni ma al limite della mediocrità, “You’re So Right”, “Metabolism” e “Life Is Simple in The Moonlight” sono 3 canzoni di livello che potevano essere contenute nel disco solista di Julian vista l’affinità con i suoi suoni. Il resto è trascurabile.
10 tracce sono poche e dimostrano che forse non c’è più l’affinità e la creatività di un tempo. Julian e Albert hanno dimostrato di che pasta sono fatti nei loro dischi solisti gli altri sono rimasti nell’anonimato. Forse gli Strokes per come li conosciamo sono finiti e d’ora in poi prenderanno il via grandi carriere soliste o forse il quinto album che già è stato annunciato a breve ci smentirà tutti. Staremo a vedere, intanto ascoltiamoci senza troppo impegno questo “Angles”.

Simone Brengola