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Trentemoller – Lost

Anders Trentemoller è un folletto danese che rapisce i sensi per la magia e la semplicità con la quale riesce a intrecciare e fondere storie musicali

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Infatti i trascorsi da producer e dj minimal techno, nonchè da fan incallito della new wave vocazione post punk, hanno ricamato sulla sua esperienza una capacità singolare di esplorare stili, tanto da ritenere impensabile qualsiasi paragone di genere, artisti o album.

“Lost” (2013), terzo lavoro solista del danese, ha un linguaggio che cela la ricerca del perfetto equilibrio tra il gusto della sintesi elettronica e l’immortale resa dinamica dello strumento, quello vero, quello suonato. Il tutto mi porta a considerare questo disco uno dei più elevati esempi di elettronica moderna che non possono mancare nelle collezioni più ricercate.

Ad aggiungere valore a una produzione già bella di per sè ci sono pregevoli collaborazioni: i Low, Jana Hunter (Lower Dens), Jonny Pierce (The Drums), Marie Fisker, Kazu Makino (Blonde Redhead), Sune Rose Wagner (The Raveonettes), i Ghost Society.

Il disco scorre veloce tra la dolcezza ipnotica di canzoni come “The Dream” o “Candy Tongue”, il dark techno di “Deceive”, o “Come Undone”, dove la voce di Kazu Makino solleva il brano verso una dimensione di leggerezza assoluta. E ancora “Still on Fire” che cela fuoco e gelo nello stesso beat, “Trails”, “Constantinople”.

Se avete amato le atmosfere oscure new wave degli anni ’80 non potete non avere nella vostra collezione questo gioiello, e se ancora non siete convinti accostatevi all’ascolto con “Never Stop Running”.

David Gallì