Home Cultura Musica e Rumori di Fondo

Uffie – Sex dreams and denim jeans

SHARE

È bella, giovane, sexy, pazza e tanto tanto brava. Così potremmo sbrigativamente descrivere Anna-Catherine Hartley in arte Uffie, ma c’è molto di più da raccontare.


Nata in America ha vissuto qualche anno ad Hong Kong per poi stabilirsi definitivamente a Parigi. Classica ragazza ricca e festaiola, presto entra in contatto con la fiorente scena elettro parigina ed in particolare con Feadz con il quale intraprende una relazione artistica e sentimentale dalla quale nascerà la hit “Pop The Glock”. Proprio con questa canzone Uffie si lancia nel mondo del clubbing e non solo trovando spazio nei set dei Dj più importanti. La reginetta dell’underground parigino viene subito notata e messa sotto contratto dalla Ed Banger Records e la Elektra Records due etichette, in particolare la prima, specializzate in elettro pop e con nomi di tutto rispetto come i Justice.
Dopo due anni tra Dj set esaltanti, gossip, scandali e qualche nuova produzione nel 2010 Uffie decide finalmente di riassumere le sue ultime esperienze musicali in un disco: “Sex Dreams And Denim Jeans”.
Ovviamente la prima canzone è la già famosa “Pop The Glock”, seguita a ruota dal singolo di lancio e seconda canzone mainstream dell’album “ADD SUV” alla quale partecipa Pharrell Williams. Altre collaborazioni importanti vedono Uffie al fianco dei Crystal Castles in “Make It Hot” e Justice in “The Party”. Le altre basi del disco invece sono realizzate dal gotha dei dj francesi ovvero Feadz, SebastiAn, Mr. Oizo e quel Mirwais che già tanto ha dato al suono dei Fischerspooner e di Madonna.
Il genere di Uffie passa trasversale e attraversa, centrandole al cuore e riassumendole tutte, le definizioni di Elettro Pop, Dance, Funk Electro, Hip Hop, Synth Rock, Glam Psych.
A soli 23 anni Uffie vanta amicizie in tutto il mondo musicale e si è fatta conoscere ed apprezzare da ascoltatori e produttori. La sua carriera è appena iniziata e già va a gonfie vele.
L’8 giugno live al “Future Island” alla Bibliotechina, Eur.

Simone Brengola