Home Cultura Musica e Rumori di Fondo

Winter Severity Index

New wave never dies!

SHARE

Winter Severity Index è un progetto ideato, realizzato e sviluppato da Simona Ferrucci, voce, chitarra, synth, drum machine e programming, nonchè anima di questa realtà capitolina, tra le più interessanti non solo del genere di riferimento.

La band si forma nel 2009 come quartetto tradizionale, pubblica un EP omonimo e attraverso i live si afferma su Roma e oltre, assicurandosi date in Germania e Portogallo e dividendo il palco con band del calibro di Joy Disaster, Phantom Vision e Soviet Soviet. All’inizio del 2012 si passa al duo, Simona trova la collaborazione di Mushy (Valentina Fenigliulo) con la quale realizza nel 2013 l’EP “Survival Rate”, distribuito esclusivamente in vinile. Il primo LP, “Slanting Ray”, è del 2014 e vede la collaborazione di Alessandra Romeo, mentre il secondo, splendido, lavoro è del 2016: “Human Taxonomy”. L’album viene presentato al Wave Gothic Treffen di Lipsia e raccoglie una serie di recensioni positive in diverse magazine di settore.

Complesso e profondo il percorso culturale di ispirazione di Simona: “Wenders, Herzog, Antonioni, Emily Dickinson, Sylvia Plath, Montale, Buzzati, Pavese, Basho, Francis Bacon, Bill Viola, Edward Hopper, ma anche semplicemente percorsi personali non necessariamente legati a stimoli culturali. Paure, abbandoni, meraviglie, stupori, tramonti, alberi, fiori, animali, temporali, cavi elettrici, periferie grigie, spazi aperti, stanze vuote”. Così come vastissima risulta l’origine musicale dell’artista, tanto da rilevare l’estrema difficoltà nel rispondere alla richiesta di citare i 5 album più “consumati” nel corso della sua vita: “Unknown Pleasure – Joy Division, Radioactivity – Kraftwerk, The Unforgettable Fire – U2, Garlands – Cocteau Twins, Spleen and Ideal – Dead Can Dance… Ma solo 5 è ingiusto, ho lasciato fuori almeno l’80% dei dischi fondamentali!”. E sulla scelta del nome della band: “WSI, in linguaggio tecnico, è l’indice che si utilizza in meteorologia per indicare i picchi più freddi dell’inverno. Allo stesso modo la musica registra e indica i picchi della vita, i momenti più problematici e le difficoltà quotidiane. Ma ci piace la vita, la vita da vivere con intensità. Quella stessa intensità che cerchiamo di trasmettere con la nostra musica”.

Chiedo a Simona di lasciarci con un pensiero sulla scena musicale romana: “Ci sono un mucchio di progetti musicali su Roma di ottimo livello, alcuni davvero molto interessanti ed in generi molto diversi tra loro; è una situazione davvero unica in Italia e, purtroppo, non riesce ad essere valorizzata a causa di un pubblico poco maturo: molti vogliono suonare (bene, benissimo!) ma davvero pochi vogliono ascoltare, interessarsi alla musica. Vorrei solo che il pubblico romano fosse più aperto e curioso”.

David Gallì