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Yann Tiersen @ Villa Ada

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yanntiersen

Molti lo ricorderanno per aver composto le meravigliose musiche de Il favoloso mondo di Amélie (2001), film dolcissimo, visionario ed estremamente parigino, che è rimasto nell’immaginario di molti e che hanno portato Yann Tiersen alla popolarità.

Ma lui non è solo un eccellente compositore di colonne sonore (tra le altre quelle dei film francesi La vita sognata degli angeli, Alice e Martin, Qui Plume la Lune?, Tabarly e del tedesco Good Bye, Lenin), ma anche un musicista poliedrico e versatile, che passa dalla musica classica alla contemporanea, fino a toccare punte di sperimentalismo estremo. Ma non solo: violini, sintetizzatori (o meglio, moog), tastiere, chitarre elettriche, armoniche a bocca. Un polistrumentismo che lascia senza fiato. Questo è stato il live di Villa Ada, che ha registrato un clamoroso sold-out che ha lasciato a bocca asciutta molti fan speranzosi di poter vedere e ascoltare questo interessante musicista. In apertura i bravissimi “This Armony”, quartetto di Perugia precisi e raffinati nel suono e nelle movenze, travolgenti e appassionati, hanno trasmesso al pubblico la giusta carica per approcciarsi allo spettacolo di Tiersen. Ed è stato un live, come dicevamo, rock-elettronico con punte di noise, dove la modulazione delle onde sonore si contaminava delle note di violino o di chitarra, o di voci appena accennate, sussurrate. È stata la presentazione in anteprima di “Dust lane”, il suo nuovo disco in uscita ad ottobre, anticipato dal singolo “Palestine”. La produzione di questo album dal sapore rock non è casuale. Ken Thomas ha prodotto nomi come David Bowie, Slade e Paul McCartney e Steve Whitfield vanta nella sua scuderia i Cure, Black Wire, The Mission, Shed Seven e Terrorvision. Il Dust lane tour insomma è un mix di arrangiamenti originalissimi, in cui l’idea di “genere musicale” deve cedere il passo di fronte a un talento compositivo ed esecutivo straordinario, che in questa serie di concerti si alimenta di nuova linfa, di uno spirito rock carico e risonante, ma senza mai cadere nella banalità o nel “già visto”.  Le atmosfere da soundtrack di tanto in tanto vengono ancora fuori, creando atmosfere suggestive e interessanti, per poi passare a dei pezzi elettronici che fanno addirittura ballare il pubblico, anche chi non si era fatto sfuggire l’occasione di vedere questo live, magari pensando di trovare sul palco esclusivamente un pianoforte. In scaletta: Countdown, Dust lane, Dark stuff, Till the end, Palestine, Amy, Kala, Wire, Train, Ashes, Fuck me, Esther. A grandissima richiesta il bis, con i pezzi Quartier e Amelie, che hanno offerto un finale infinito e travolgente, degna conclusione di uno spettacolo per intenditori, da gustare fino all’ultima nota.

Serena Savelli