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Ramon Gaya: un uomo e un pittore dimenticato

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Il 10 ottobre si commemorano i 100 anni della nascita di Ramón Gaya. Per l’occassione l’Instituto Cervantes di Roma, insieme al Museo Ramón Gaya, il Comune di Murcia e la Fundación Caja Murcia, hanno organizzato una mostra con il fine di diffondere l’opera del pittore e scrittore murciano tra le nuove generazioni.

Inaugurata il 14 settembre e aperta al pubblico fino al 9 Ottobre 2010  presso la Sala Mostre dell’Instituto Cervantes di Roma, Piazza Navona 91, la mostra è un’antologia di tutta l’opera di Ramón Gaya, comprese le sue opere romane. Il discorso espositivo della mostra, percorre la vita e l’opera dell’artista attraverso cinque tappe: Anni di formazione (1910-1931), Missioni Pedadogiche e Guerra Civile (1931-1939), Esilio nel Messico (1939-1952), Ritorno in Europa (1952-1971) e Ritorno in Spagna (1971-2005). Composta da 29 quadri del pittore, una serie di fotografie che mostrano i suoi diversi viaggi e momenti vissuti e dieci vetrine dove sono esposti documenti, manoscritti, disegni e lettere e cartoline scambiate con il poeta Tomás Segovia, Juan Guerrero o il pittore Luis Garay. Amico di Juan Ramón Jiménez e degli autori del 27, fece parte dell’Alleanza di Intelettuali Antifascisti e fu fondatore della rivista Hora de España. Dopo la morte della moglie negli ultimi giorni della guerra attraversa i Pirenei e in seguito parte per l’esilio nel Messico fino al 1952, dove frequenta il gruppo di Octavio Paz e del poeta Tomás Segovia. D’allora in poi visiterà Parigi, Venezia, Firenze e Roma, dove si stabilisce a partire dal 1956. A Roma vive anche la sua grande amica María Zambrano, e grazie a lei conosce anche Elena Croce, Tommaso Carini, e insieme frequentano Italo Calvino, Nicola Chiaromonte, Pietro Citati.

Parliamo di un uomo che non percepisce le cose come gli altri, in un modo lineare, progressivo, scaglionato, frutto o conseguenza di cause e a sua volta causa di altre mille conseguenze, bensì di qualcuno che ritiene che tutto ciò che di vita l’uomo porta con se compare in un presente unico, validato in ogni istante, e quando parliamo di arte, si tratta di arte naturale e non arte artistica, qualcosa che succede sempre nel momento unico del presente, pieno di realtà e duraturo.

Informazioni:
Instituto Cervantes Roma
Via di Villa Albani, 16 – 00198 Roma
Tel: 0685373629
Orario: 10-13/17-21

Emanuela Maisto